Il gruppo italiano delle costruzioni e dell’ingegneria, Webuild (-6,2% alle 10:00), ha archiviato il 2025 in crescita, segnando in concomitanza la conclusione del Piano Industriale 2023–2025 con risultati oltre le attese del gruppo.
«Oggi vi trovate davanti a una nuova azienda», ha commentato l’amministratore delegato Pietro Salini, «con una scala significativamente maggiore e capacità uniche di esecuzione su progetti ad alta complessità, con un portafoglio ordini tra i più solidi del settore e con un profilo di rischio fortemente ridotto. Negli ultimi tre anni abbiamo generato un total shareholder return del 160%».
Venendo ai conti, il gruppo ha riportato ricavi pari a 13,6 miliardi di euro – superiori alla guidance che prevedeva 12,5 miliardi – in aumento del 15% rispetto all’anno precedente, e un utile netto attribuibile ai soci della controllante adjusted pari a 280 milioni. L’ebitda, superiore del 18% sul 2024, si è attestato a 1,2 miliardi con un ebitda margin che ha raggiunto l’8,6% grazie alle iniziative implementate nel triennio.
Tra queste, il gruppo segnala «un approccio selettivo alle gare, la razionalizzazione della base costi, con risparmi cumulati per circa 200 milioni, l’introduzione di nuovi modelli di contract management, l’incremento di formule contrattuali collaborative con i clienti e la riorganizzazione delle controllate».
Nel triennio, Webuild ha poi rafforzato la propria struttura finanziaria, riducendo la leva lorda a 2,6x (da 4,5x nel 2022) e mantenendo una solida posizione di cassa netta positiva, nonostante nel periodo siano stati realizzati investimenti per 2,5 miliardi di euro a supporto della generazione di cassa futura. Il percorso di rafforzamento del profilo di business e finanziario del gruppo è stato riconosciuto dalle principali agenzie di rating, con il doppio notch di upgrade del rating a BB+.
Nel 2025, il portafoglio ordini totale è pari a 58,4 miliardi – di cui 50,9 miliardi relativi al construction e 7,5 miliardi riferiti a concessions e operation & maintenance. Il backlog construction si conferma tra i più elevati rispetto ai principali peer europei. Il totale dei nuovi ordini acquisiti nel 2025, comprensivo di variation orders, ammonta a 13,2 miliardi di cui oltre 90% è stato acquisito in geografie chiave con basso profilo di rischio. Da inizio 2026 i nuovi ordini sono pari a 1,8 miliardi, e includono i progetti per i quali Webuild è risultata migliore offerente.
Alla luce dell’attuale contesto geopolitico, il gruppo prevede per il 2026 un andamento caratterizzato da: ricavi in linea con i livelli record del 2025, sostenuti dal backlog significativo, il proseguimento delle iniziative volte al miglioramento della marginalità e al rafforzamento della generazione di cassa operativa, con l’obiettivo di mantenere una posizione finanziaria netta positiva (cassa netta), facendo leva sulla scala raggiunta e sul solido track record industriale. La società prevede inoltre un investor day a inizio giugno per la presentazione del business plan triennale.
Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione, a valere sugli utili di esercizio, di un dividendo unitario complessivo di 0,081 euro al lordo della ritenuta di legge per ciascuna azione ordinaria esistente e avente diritto al dividendo alla data di stacco della cedola, e di 0,26 euro al lordo della ritenuta di legge per ciascuna azione di risparmio esistente. La datadi stacco è stata fissata per il 18 maggio, record date il 19 e pagamento il 20 maggio. (riproduzione riservata)