Webuild alza l’opa a 5,165 euro e sale al 18,9% di Trevi: sfida aperta a Icop
Webuild alza l’opa a 5,165 euro e sale al 18,9% di Trevi: sfida aperta a Icop
Webuild porta l’opa a 5,165 euro, allineandosi al valore del rilancio di Icop. Sul mercato il titolo vale 4,87 euro. Ecco chi ha venduto

di Elena Dal Maso 05/10/2026 07:50

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Webuild sale al 18,91% di Trevi e porta a 5,165 euro per azione (dal precedente 4,5 euro) il corrispettivo della propria offerta. Si tratta del 6% in più rispetto al valore di chiusura del titolo di venerdì a 4,87 euro e del 14,8% in più rispetto alla proposta iniziale.

Il gruppo guidato da Pietro Salini ha raggiunto un accordo per acquistare da alcuni fondi riconducibili a Praude Asset Management e Veniero Holdings 9.125.702 azioni Trevi, pari al 13,916% del capitale, al prezzo di 5,165 euro per azione, per un controvalore complessivo di 47,13 milioni di euro.

Intanto a Piazza Affari Trevi sale lunedì 5 ottobre del 5,7% a 5,15 euro alle ore 13 circa, Webuild cede lo 0,5%, Icop perde il 4,4% a 28,10 euro.

Le due offerte sul piatto

A seguito dell’acquisto, Webuild passerà a detenere complessivamente 12.403.382 azioni Trevi, pari al 18,91% del capitale e dei diritti di voto. La mossa arriva nel pieno della sfida per il controllo di Trevi con Icop. La società friulana aveva infatti rilanciato il 25 settembre la propria offerta pubblica di scambio, aumentando il concambio da 0,133 a 0,165 azioni Icop per ogni azione Trevi, con un incremento del 24,1%. Sulla base del prezzo ufficiale Icop del 26 giugno, il nuovo corrispettivo valorizzava Trevi proprio 5,165 euro per azione, contro i 4,50 euro in contanti offerti da Webuild. Il termine per aderire alle offerte è stato allineato al 20 novembre.

Webuild aveva deciso nei giorni scorsi di non rilanciare formalmente la propria opa, mantenendo il corrispettivo a 4,50 euro e abbassando dal 66,7% al 50%+1 dei diritti di voto la soglia minima di efficacia dell’offerta. Il gruppo aveva inoltre presentato un esposto alla Consob sul rilancio di Icop.

Ora, però, l’acquisto di azioni Trevi a 5,165 euro produce un effetto diretto sul corrispettivo dell’opa. Poiché il prezzo pagato da Webuild è superiore a quello inizialmente offerto, in base alla disciplina sulle offerte concorrenti il nuovo corrispettivo viene riconosciuto a tutti gli aderenti all’offerta, compresi quelli che avessero già consegnato i titoli.

L’opa ora costa a Webuild 275 milioni di euro

Il numero di azioni oggetto dell’Opa scende così a 53.174.834, mentre l’esborso massimo, calcolato sul nuovo corrispettivo di 5,165 euro, sale a 274,65 milioni di euro. Webuild ha comunicato di avere ottenuto dai finanziatori la disponibilità necessaria a coprire l’interoammontare. La nuova situazione riporta quindi le due offerte sullo stesso valore nominale: 5,165 euro per azione Trevi. La differenza resta però nella natura del corrispettivo. Webuild offre denaro contante, mentre Icop riconosce 0,165 nuove azioni proprie per ciascun titolo Trevi. Il valore dell’offerta Icop è quindi variabile in funzione dell’andamento del titolo della società friulana. Webuild aveva sottolineato proprio questo elemento nel motivare la decisione di mantenere invariata la propria offerta.

La contesa per Trevi entra così in una nuova fase, con Webuild che, dopo avere acquistato da alcuni fondi il 13,916% del capitale a 5,165 euro, rafforza la propria posizione azionaria e allinea il corrispettivo dell’Opa al valore indicato da Icop per il proprio rilancio.

Equita: Trevi valutata molto bene

Secondo gli analisti di Equita (la sim è advisor di Icop) il nuovo prezzo valorizza Trevi ad un multiplo implicito di 18,8 volte il rapporto prezzo/utile adjusted atteso al 2027 contro le 5,1 volte di Webuild «nonostante i fondamentali di Trevi siano peggiori». Sulla base del nuovo prezzo, gli esperti stimano un utile per azione (eps) adjusted negli anni a seguire del +4%/+8%/+14% rispetto alla stima precedente di +5%/+9%/+15%.  (riproduzione riservata)