Wall Street, fine del rally dopo il miglior aprile dal 2020? Il warning di Goldman Sachs
Wall Street, fine del rally dopo il miglior aprile dal 2020? Il warning di Goldman Sachs
Dopo un aprile che ha aggiunto 6.000 miliardi di dollari alla capitalizzazione delle azioni Usa, i trader si chiedono se ci sia ancora carburante o se dobbiamo aspettarci un Sell in May...

di Elena Dal Maso 01/05/2026 14:55

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Dopo un aprile da record, gli investitori di Wall Street iniziano a fare i conti con una realtà meno rosa: gli acquirenti potrebbero scarseggiare. E’ quanto emerge tra i grandi gestori. Dopo miliardi riversati sull’azionario durante la migliore corsa dell’S&P 500 dal 2020, lo slancio sta rallentando. Hedge fund e Cta (commodity trading adviser) stanno riducendo gli acquisti, mentre Goldman Sachs segnala un livello di affollamento delle posizioni tra i più elevati degli ultimi cinque anni.

Sell in May and go away?

Questo quadro alimenta un certo nervosismo tra gli operatori, alle prese anche con le incertezze in Medio Oriente e una stagione degli utili contrastata. Dopo un mese che ha aggiunto 6.000 miliardi di dollari alla capitalizzazione delle azioni Usa, i trader si chiedono se ci sia ancora carburante per proseguire il rally, in un periodo dell’anno storicamente difficile.

«Pensiamo che nel breve il mercato possa sgonfiarsi, eliminando l’eccesso accumulato durante la corsa ai massimi», scrivono gli strategist di Goldman Sachs in una nota. Ad aprile l’S&P 500 è salito del 10%, segnando il miglior risultato per questo mese dal 2020 grazie a utili solidi, dati macro resilienti e tensioni in Iran in attenuazione. Il Nasdaq 100 ha guadagnato il 16%, i titoli dei semiconduttori hanno vissuto il miglior mese dal 2000 e il paniere delle Magnificent Seven è salito del 15%.

Ha vinto il Fomo

La paura di restare fuori dal rally (FOMO) è stata evidente: l’indicatore di propensione al rischio di Goldman è balzato al 99° percentile dal 34° in un solo mese, un segnale che potrebbe preludere a una fase di debolezza nel breve. Un altro indicatore sull’esposizione degli investitori è salito a 1,5, livello che indica posizioni molto affollate.

Le strategie basate sul trend, come i CTA, stanno iniziando a ridurre l’esposizione dopo aver investito circa 80 miliardi di dollari nell’azionario Usa ad aprile, uno degli aumenti più consistenti degli ultimi anni. 

Non ovunque però il supporto viene meno: i buyback dovrebbero sostenere il mercato, con sempre più aziende che riaprono le finestre dopo i conti trimestrali. Secondo Goldman, circa il 40% delle società è attualmente in open window, e la quota dovrebbe crescere fino al 12 giugno.

Anche gli investitori retail continuano a comprare, con flussi ancora in linea con la media: 6,3 miliardi di dollari nei cinque giorni fino al 29 aprile, poco sotto la media degli ultimi 12 mesi di 6,6 miliardi, secondo JP Morgan.

Il percorso però resta complesso. La stagionalità potrebbe giocare contro: dal 1928 maggio è il terzo mese peggiore per l’S&P 500 e segna l’inizio del noto adagio «sell in May and go away», legato a minore attività istituzionale, volumi più bassi in estate e fasi di consolidamento. Anche gli hedge fund mostrano maggiore cautela: la leva è scesa dopo la chiusura di posizioni short durante il rally e l’attività complessiva si è ridotta, segnalando meno spazio per aumentare l’esposizione.

«I mercati restano resilienti, ma il posizionamento è meno favorevole e cresce l’attenzione ai rischi al ribasso, compreso l’impatto di prezzi del petrolio elevati sui margini», osserva Chris Murphy di Susquehanna. «Questa cautela si riflette anche nei flussi sulle opzioni, con minore propensione a inseguire ulteriori rialzi». (riproduzione riservata)