Da boutique specializzata nello shipping a investitore che vuole consolidare la filiera della logistica italiana. È questa la nuova sfida di Vsl Club, merchant bank e multifamily office fondato nel 2020 come evoluzione di Venice Shipping and Logistics (Vsl), holding nata nel 2009 dall'esperienza maturata in Efibanca nel settore dei trasporti marittimi. Il club è stato anchor investor di NextGeo, società attiva nella geologia marina e nelle infrastrutture offshore su cui Fincantieri lancerà un’ops, e sarà anchor investor anche della prossima quotazione a fine luglio di Guidotti Ships, operatore specializzato nei servizi marittimi.
Oggi il gruppo, guidato dal managing director Fabrizio Vettosi, guarda oltre il mare e prepara una nuova fase di investimenti destinata a coinvolgere spedizionieri, operatori doganali, logistica di magazzino e trasporto intermodale. «L'obiettivo è creare un piccolo campione nazionale da portare in Borsa», spiega Vettosi a MF-Milano Finanza.
Vsl Club è oggi una merchant bank e multifamily office specializzata esclusivamente nella logistica marittima e terrestre. Il modello è quello di un investment club: accanto alla holding, che coordina le operazioni e svolge attività di advisory, gli azionisti e una selezione di membri possono decidere di investire direttamente nelle singole operazioni. Una struttura flessibile che permette di affiancare capitali privati a competenze industriali e finanziarie.
«Abbiamo cambiato il modello di business rispetto alle origini: prima eravamo una holding pura, oggi la holding è un centro di coordinamento e ogni azionista ha il diritto di investire direttamente nelle singole operazioni. Accanto ai soci abbiamo anche una lista di membri approvati dalla holding che possono partecipare agli investimenti», racconta Vettosi. «È una struttura che assomiglia a un club, ma molto ordinata e codificata».
Nel tempo Vsl Club ha allargato la propria base azionaria coinvolgendo famiglie imprenditoriali con una lunga esperienza nello shipping e nella logistica. Tra i soci figurano le famiglie Costa, Del Bon, Bogazzi, Bertola e Di Luggo. «Il nostro punto di forza è proprio la combinazione tra capitale privato, competenze industriali e conoscenza profonda del settore. Non siamo un investitore finanziario generalista: operiamo solo nella logistica e nella logistica marittima», sottolinea il manager.
L'attuale Vsl Club rappresenta l'evoluzione della Venice Shipping and Logistics fondata nel 2009 da Vettosi insieme a Ciro Russo dopo l'esperienza in Efibanca, banca d'affari del gruppo Banco Popolare che aveva sviluppato una forte specializzazione nello shipping. Vettosi proveniva invece da Bnl, dove già dalla metà degli anni Ottanta si occupava di economia dei trasporti e logistica marittima.
In questi anni il gruppo ha movimentato investimenti per circa 100 milioni di euro. «Il rendimento complessivo è stato vicino al doppio del capitale investito su alcuni investimenti, in particolare su quelli recenti fatti con Vsl Club Spa. Su quelli precedenti siamo stati troppo frettolosi nel dismettere, ma in ogni caso ci possiamo ritenere soddisfatti», sottolinea Vettosi.
Tra le operazioni più significative figurano l'investimento in Global Ports Holding, realizzato insieme a Vei Capital in Turchia e successivamente dismesso, la partecipazione in Rina insieme a Vei Capital e Intesa Sanpaolo, poi ceduta, e che ha visto l'ingresso del Fondo Italiano d'Investimento, oltre all'investimento nel terminal portuale di Ravenna dedicato alle crociere insieme a Royal Caribbean, alla fine venduto a Icon Infrastructure.
«Rileviamo partecipazioni di minoranza, ma possiamo anche entrare con quote di maggioranza insieme ad altri soci. L'obiettivo è spesso quello di creare poli industriali attraverso processi di aggregazione», spiega Vettosi.
Se negli ultimi anni il focus è stato prevalentemente marittimo, oggi la priorità è ampliare il raggio d'azione. «Siamo molto interessati al forwarding, agli spedizionieri, agli operatori doganali, alla logistica di stoccaggio e all'intermodale. Pensiamo che questo settore sia ancora molto frammentato e offra grandi opportunità di consolidamento».
Secondo Vettosi la logistica è tutt'altro che un comparto maturo. «L'azienda più innovativa degli ultimi trent'anni è un'azienda di logistica, ovvero Amazon, che ha saputo integrare tecnologia e gestione della supply chain. È la dimostrazione che il settore ha ancora enormi margini di innovazione». Oltre agli investimenti diretti, Vsl Club continua a sviluppare l'attività di advisory industriale e finanziaria. Tra i mandati più rilevanti figura quello affidato da F2i per il progetto di aggregazione di terminal portuali italiani non dedicati ai container.
«Svolgiamo un'attività che è molto simile a quella di una merchant bank. Abbiamo un approccio industriale e mettiamo a disposizione competenze specifiche maturate in anni di lavoro nello shipping e nella logistica».
Attualmente il club dispone di una capacità di investimento tra commitment già sottoscritti e impegni potenziali di circa 40 milioni di euro. Dal punto di vista geografico, VSL Club continua a guardare con interesse ai mercati del Mediterraneo orientale. «La Turchia resta molto interessante, così come la costa balcanica. Sono economie giovani che stanno crescendo e che in prospettiva saranno sempre più collegate al Nord-Est Europa attraverso le infrastrutture ferroviarie». Più complessa invece la situazione dell'Ucraina. «Avevamo valutato diverse opportunità, compresi terminal nell'area di Mykolaiv, ma la guerra rende oggi impossibile sviluppare quei progetti».
Tra le principali criticità del settore Vettosi segnala infine l'estensione a pieno regime del sistema europeo Ets al trasporto marittimo. «La normativa rischia di penalizzare i porti del Mediterraneo favorendo hub situati fuori dall'Unione europea. È un tema che potrebbe incidere sulla competitività della portualità italiana nei prossimi anni». (riproduzione riservata)