Volvo ottiene il via libera dagli Stati Uniti per continuare a vendere auto connesse sul mercato americano nonostante sia controllata della cinese Geely. E il mercato festeggia la notizia: il titolo della casa svedese arriva a guadagnare quasi il 7% alla borsa di Stoccolma mercoledì 27 dopo l’annuncio dell’autorizzazione concessa dall’amministrazione Usa.
Il gruppo automobilistico svedese, che è appunto controllato a maggioranza dal colosso cinese Geely, ha comunicato di aver ricevuto dal Dipartimento del Commercio statunitense una specifica autorizzazione che consentirà di continuare a importare e commercializzare negli Stati Uniti veicoli dotati di tecnologia «connected car», cioè sistemi software e hardware per la connettività e la gestione dei dati.
La decisione arriva dopo che il contesto normativo si era fatto sempre più rigido. L’amministrazione di Joe Biden aveva infatti introdotto nuove regole destinate di fatto a escludere dal mercato americano quasi tutte le auto e i camion cinesi, nell’ambito della stretta sui software e componenti tecnologici sviluppati o mantenuti in Cina. Le restrizioni, entrate in vigore da marzo 2026 per i modelli dell’anno 2027, riguardano anche le aziende con una significativa proprietà cinese.
«Considerata la nostra struttura proprietaria, Volvo Car Usa ha dovuto seguire una procedura con il Dipartimento del Commercio per ottenere un’autorizzazione specifica alla continua importazione e vendita di auto connesse negli Stati Uniti», ha spiegato la società. «Con questa autorizzazione Volvo Cars può proseguire i propri piani di crescita nel mercato americano». E questo è un bene, perché per Volvo gli Stati Uniti sono un mercato strategico. Nel 2025 il gruppo ha venduto 121.600 veicoli negli Usa, in calo del 2,9% rispetto all’anno precedente. La casa svedese sta inoltre rafforzando la propria presenza produttiva americana per ridurre l’esposizione ai rischi geopolitici e commerciali.
Già nell’aprile 2025 il ceo Hakan Samuelsson aveva annunciato l’intenzione di aumentare la produzione negli Stati Uniti. Successivamente Volvo aveva confermato l’avvio, dalla fine del 2026, della produzione del suv XC60 nello stabilimento di South Carolina. Il gruppo prevede anche di realizzare entro la fine del decennio un nuovo modello ibrido pensato specificamente proprio per il mercato americano.
Al momento Volvo importa negli Usa quasi tutta la propria gamma dall’Europa, a parte il suv elettrico EX90 assemblato proprio in South Carolina. Fino a qualche tempo fa il costruttore svedese esportava negli Stati Uniti anche vetture prodotte in Cina, ma ha poi sospeso il flusso dopo l’introduzione dei dazi sulle auto cinesi.
Volvo, che per anni si era posizionata tra i pionieri della mobilità elettrica promettendo l’addio ai motori termici entro il 2030, negli ultimi mesi ha invece decisamente corretto la strategia, confermando che anche le motorizzazioni ibride continueranno ad avere un ruolo centrale nella gamma. Intanto anche Polestar, altro marchio controllato da Geely, ha dichiarato di essere ancora al lavoro con le autorità statunitensi per riuscire a soddisfare i requisiti delle nuove normative americane sulle tecnologie automotive connesse.