Volvo chiude il secondo trimestre con un utile operativo in calo rispetto ai primi tre mesi dell’anno, ma conferma le attese di un miglioramento nella seconda parte del 2026 grazie al lancio del nuovo Suv elettrico EX60, alla ripresa del mercato statunitense e alla tenuta delle vendite in Europa.
Il costruttore svedese di auto, che è controllato dalla cinese Geely, ha registrato tra aprile e giugno un utile operativo (ebit) di 800 milioni di corone svedesi (72,5 milioni di euro), dimezzato rispetto agli 1,6 miliardi del primo trimestre. I ricavi sono scesi a 77,7 miliardi di corone (7 miliardi di euro), contro i 93,5 miliardi dello stesso periodo del 2025, quando però il risultato beneficiava di componenti straordinarie positive per circa 4 miliardi di corone.
Il margine operativo si è attestato all’1,1%, mentre il margine lordo, osservato con particolare attenzione dagli analisti per misurare l’impatto dei dazi e della pressione sui prezzi, è sceso al 16,8% dal 18,5% registrato nel primo trimestre.
L’ad, Håkan Samuelsson, ha riconosciuto che il contesto resta estremamente difficile, tra la debolezza del mercato cinese, l’elevata concorrenza e le tensioni geopolitiche, ma ha sottolineato i progressi compiuti sul fronte industriale. «In questo contesto molto impegnativo abbiamo fatto passi avanti nell’attuazione delle nostre iniziative strategiche. Questo ci dà slancio e fiducia che la seconda metà dell’anno sarà migliore rispetto ai primi sei mesi», ha dichiarato il ceo.
Secondo Volvo, le vendite nella seconda parte del 2026 saranno decisamente superiori rispetto al primo semestre grazie alla crescita in Europa, al proseguimento della ripresa negli Stati Uniti e al contributo del nuovo EX60, il Suv elettrico di medie dimensioni destinato a diventare il nuovo modello di punta della gamma. La produzione è iniziata ad aprile nello stabilimento di Göteborg, mentre le prime consegne ai clienti sono partite all’inizio di luglio.
Nel trimestre Volvo ha registrato un calo dei volumi del 5,6% su base annua, pur mostrando un miglioramento rispetto ai primi tre mesi del 2026. L’Europa si conferma il mercato più solido del gruppo. Le vendite di auto completamente elettriche sono aumentate del 23% rispetto all’anno precedente, sostenute soprattutto dal successo della EX30, ora prodotta interamente nello stabilimento belga di Gand, e dall’elevato portafoglio ordini della EX90.
Negli Stati Uniti, dopo mesi di contrazione, il gruppo ha registrato due mesi consecutivi di crescita tra maggio e giugno e prevede che il recupero proseguirà nella seconda parte dell’anno, con l’attenuarsi degli effetti negativi legati alla fine degli incentivi per le auto elettrificate. Resta, invece, molto difficile il mercato cinese, che Volvo definisce «in netto peggioramento sia per il marchio sia per l’intera industria automobilistica».
Sul fronte dei costi, Volvo Cars ha annunciato di aver già raggiunto 5 miliardi di corone (circa 450 milioni di euro) di risparmi indiretti e variabili, centrando con sei mesi di anticipo l’obiettivo previsto per l’intero anno. Il risultato si aggiunge agli 8 miliardi di corone di tagli dei costi ottenuti nel 2025, anche grazie a una riduzione dell’organico di 3 mila dipendenti rispetto alla prima metà dello scorso anno. La società ha anche firmato un memorandum d’intesa con i governi belga e fiammingo per aumentare la competitività dello stabilimento di Gand, aprendo alla possibilità di assemblare in futuro vetture di altri marchi.
Il free cash flow è risultato negativo per 5,2 miliardi di corone, principalmente a causa dell’aumento delle scorte legato all’avvio della produzione della EX60. Volvo ha previsto però una netta inversione di tendenza nella seconda metà dell’anno, con una generazione di cassa che dovrebbe riportare il saldo annuale vicino al pareggio. (riproduzione riservata)