Volkswagen vuole assemblare in Turchia auto sviluppate in Cina: intesa preliminare con Dogus Otomotiv
Volkswagen vuole assemblare in Turchia auto sviluppate in Cina: intesa preliminare con Dogus Otomotiv
Lettera d’intenti con il distributore turco per valutare la produzione locale. Il progetto aiuterebbe a sfruttare la capacità inutilizzata degli impianti cinesi

di Andrea Boeris 02/11/2026 08:20

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Volkswagen torna a studiare la produzione di auto in Turchia, sei anni dopo aver abbandonato il progetto di una fabbrica nel Paese. Questa volta l’ipotesi, secondo quanto riportato da Automobilwoche, sarebbe quella di assemblare modelli sviluppati in Cina, utilizzando componenti spediti dagli stabilimenti della joint venture con Faw. Un modo per sfruttare la capacità produttiva rimasta inutilizzata nel mercato cinese e sostenere le vendite nei Paesi dove le auto a combustione hanno ancora una forte domanda.

Il primo passo è una lettera d’intenti con Dogus Otomotiv, storico distributore del gruppo tedesco in Turchia. L’accordo è stato comunicato dalla società turca attraverso la piattaforma di informativa finanziaria Kap. Il progetto è comunque ancora in una fase preliminare.

L’ipotesi: assemblare in Turchia i modelli della joint venture con Faw

Secondo le indiscrezioni, il piano prevede il ricorso al sistema Ckd, acronimo di completely knocked down: le vetture vengono spedite sotto forma di kit di componenti e assemblate nel Paese di destinazione. I modelli coinvolti sarebbero quelli prodotti dalla joint venture Faw-Volkswagen, ma Dogus non ha indicato quali auto potrebbero arrivare sulle linee turche. La società ha spiegato che la collaborazione punta a valutare le possibilità di produzione locale di vetture del marchio Volkswagen e a contribuire alla crescita dell’industria automobilistica turca.

Un portavoce del costruttore tedesco ha riferito che i partner stanno esaminando l’importazione di veicoli parzialmente assemblati da fabbriche situate fuori dall’Europa per il mercato turco. La possibile destinazione all’export, verso Africa, Sud America e Sud-est asiatico, è invece una delle indicazioni riportate da Automobilwoche e non confermate da Volkswagen.

La Cina diventa una base per le esportazioni

Dietro il progetto c’è il cambiamento del ruolo degli impianti cinesi nella strategia del gruppo. La pressione dei concorrenti locali e il calo della domanda per i suoi modelli spingono Volkswagen a cercare nuovi sbocchi per la produzione, soprattutto quella delle vetture a combustione. Faw-Volkswagen costruisce in Cina diversi modelli, tra cui la Magotan, versione locale della Passat, oltre a vetture dei marchi Jetta e Audi. La joint venture ha già esportato modelli a benzina Volkswagen e Jetta in Medio Oriente e Asia centrale e, a settembre, ha annunciato l’avvio delle spedizioni verso il Madagascar.

L’eventuale assemblaggio in Turchia aggiungerebbe un altro tassello a questa trasformazione: alla strategia storica «In Cina, per la Cina» si affianca sempre più quella definita dal gruppo «In Cina, oltre la Cina». Gli stabilimenti della Repubblica popolare diventerebbero così una base industriale anche per rifornire altri mercati.

Il precedente della fabbrica abbandonata nel 2020

Volkswagen non produce attualmente automobili in Turchia, a differenza di diversi altri costruttori europei. Nel 2020 aveva rinunciato al progetto di un impianto a Manisa, richiamando l’impatto della pandemia e l’incertezza economica globale.

La nuova iniziativa avrebbe una struttura diversa, basata sull’assemblaggio locale e sulla collaborazione con Dogus, che sta cercando di estendere il rapporto con il gruppo anche oltre il mercato turco. Nel 2025 il distributore aveva firmato lettere d’intenti per le attività di vendita e assistenza delle autovetture Volkswagen in Iraq, Azerbaigian e Siria. (riproduzione riservata)