Volkswagen, nello stabilimento di Osnabrück si costruiranno armi. Il controllo della fabbrica a due società israeliane
Volkswagen, nello stabilimento di Osnabrück si costruiranno armi. Il controllo della fabbrica a due società israeliane
La società automobilistica tedesca si accorda con Aurelius Capital, Rafael e il Land della Bassa Sassonia per la vendita del sito produttivo

di Sara Bichicchi 07/09/2026 13:29

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Meno auto e più difesa nel futuro di Volkswagen. Il gruppo tedesco ha appena approvato un maxi piano di esuberi (sono 100 mila i tagli attesi al 2030) e ora scioglie la riserva sul destino di uno dei suoi stabilimenti tedeschi, la fabbrica di Osnabrück nella Bassa Sassonia.  

Il sito produttivo sarà «gradualmente trasformato in un centro di competenza per soluzioni nel settore della sicurezza e della difesa», si legge in una nota diffusa dalla casa automobilistica il 7 settembre. La conversione passerà da un avvicendamento nel capitale della fabbrica che sarà rilevata dal Land della Bassa Sassonia, da Aurelius Capital, società di investimento israeliana, e da Rafael Advanced Defense Systems, azienda attiva nel settore della difesa e controllata dal governo di Israele. I partner isreaeliani avrebbero già firmato una lettera d’intenti. 

La riconversione di Osnabrück

L’obiettivo, prosegue la nota di Volkswagen, è «preservare a lungo termine il sito produttivo e la maggior parte dei posti di lavoro». Con il passaggio agli israeliani il sito potrebbe produrre sistemi e componenti per la difesa aerea (lanciatori, generatori e anche veicoli militari secondo The Jerusalem Post), campo in cui Rafael e Aurelius sono leader a livello globale: le due società hanno contribuito a progettare Iron Dome, il sofisticato scudo aereo che protegge Israele dai missili con una complessa architettura a strati. Rafael è già attiva e presente in Germania con diverse controllate, tra cui Dynamit Nobel Defence, EuroSpike ed EuroTrophy.

Al momento a Osnabrück lavorano circa 2.300 persone per produrre alcuni modelli del gruppo Volkswagen (T-Roc Cabriolet, Porsche Cayman e Porsche Boxster). Tuttavia, già nel 2024 il gruppo tedesco aveva annunciato un graduale stop alla produzione nello stabilimento della Bassa Sassonia, che Volkswagen dovrebbe lasciare a metà 2027. 

La crisi dell’auto tedesca

A lungo simbolo della leadership tedesca nell’auto, Volkswagen attraversa una fase di forte crisi e trasformazione. Nel primo semestre 2026 il margine operativo si è fermato al 3,8% con un utile eroso a 3,1 miliardi (-31%). Per invertire la rotta il gruppo ha varato un piano di ristrutturazione radicale, ponendosi l’obiettivo di ridurre del 50% il numero dei modelli entro il 2035, stabilizzare le vendite intorno a 9 milioni di vetture l’anno e portare il margine operativo al 9% entro il 2030.

In questo contesto si inserisce la virata di Osnabrück verso la difesa, settore su cui la Germania sta potenziando gli investimenti. Il peso della difesa nel bilancio di Berlino dovrebbe infatti arrivare a 170 miliardi di dollari nel 2027 per poi toccare i 200 miliardi nel 2030 secondo i calcoli effettuati dall’Ispi su dati Sipri.(riproduzione riservata)