Volkswagen, la trimestrale certifica la crisi: -33% l’utile e stime 2026 tagliate
Volkswagen, la trimestrale certifica la crisi: -33% l’utile e stime 2026 tagliate
Il gruppo di Wolfsburg rivede al ribasso la guidance sui ricavi, ora attesi in calo, dopo che il secondo trimestre ha deluso. Confermati gli obiettivi sui margini, ma con gli spettri Cina, dazi e concorrenza. In attesa dell’avvio della ristrutturazione

di Andrea Boeris 24/07/2026 08:00

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La crisi di Volkswagen è tutta nei numeri. La casa tedesca chiude il secondo trimestre sotto le attese, con la perdita di un terzo degli utili, e taglia le stime, rinunciando all’obiettivo di crescita del fatturato per il 2026 e confermando così che il peggioramento del contesto di mercato sta accelerando la necessità di una profonda ristrutturazione del gruppo.

Il costruttore di auto ha rivisto al ribasso le previsioni sui ricavi per l’intero esercizio, pur mantenendo invariato il target di redditività, mentre il ceo Oliver Blume continua a lavorare al piano di trasformazione destinato a ridurre drasticamente i costi e rendere il gruppo più competitivo di fronte alla crescente pressione dei costruttori cinesi e agli effetti dei dazi, anche attraverso tagli (anche oltre 100 mila) e chiusure di stabilimenti (fino a quattro in Germania). A fine agosto sono previsti incontri tra l’ad e i rappresentanti dei lavoratori su questo piano shock.

Addio alla crescita del fatturato nel 2026

Volkswagen prevede ora che nel 2026 il fatturato possa risultare stabile oppure diminuire fino al 3% rispetto al 2025, abbandonando la precedente indicazione che prevedeva una crescita compresa tra lo 0% e il 3%. Resta invece confermata la stima di un margine operativo tra il 4% e il 5,5%. La società continua anche ad attendersi un flusso di cassa netto dell'Automotive compreso tra 3 e 6 miliardi di euro e una liquidità netta tra 32 e 34 miliardi.

Secondo il gruppo, le prospettive restano condizionate da un contesto estremamente incerto, tra tensioni geopolitiche, restrizioni al commercio internazionale, volatilità dei mercati, norme ambientali sempre più severe e un aumento della concorrenza globale. La guidance, precisa Volkswagen, dà inoltre per scontato che l’attuale quadro tariffario non peggiori ulteriormente.

Utile netto in forte calo: -33% a 1,54 miliardi

Tra aprile e giugno il gruppo ha registrato ricavi per 82,4 miliardi di euro, in aumento del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma l’utile operativo è sceso del 9,5% a 3,47 miliardi, contro i circa 3,9 miliardi attesi dagli analisti. Ancora più forte il calo dell’utile netto, crollato del 32,9% a 1,54 miliardi dai 2,29 miliardi dello scorso anno, mentre il margine operativo è sceso dal 4,7% al 4,2%.

Nel primo semestre il gruppo ha registrato un utile operativo di 5,9 miliardi, in calo dell’11,6%, con un margine del 3,8%, mentre il flusso di cassa netto dell’Automotive è tornato positivo per 3,2 miliardi di euro grazie alla riduzione degli investimenti e a una migliore gestione del capitale circolante.

Il ceo Blume: avanti con la trasformazione

Commentando i risultati, l’ad Blume ha sottolineato che il gruppo è riuscito a compensare «venti contrari inevitabili per decine di miliardi di euro», ma ha riconosciuto che il settore automobilistico «continua a confrontarsi con una situazione estremamente difficile, tra crisi geopolitiche, guerre commerciali e competizione sempre più intensa». Per questo Volkswagen entrerà nella «prossima fase della trasformazione» con quello che il manager definisce «il programma di cambiamento più ampio della sua storia».

Anche il direttore finanziario Arno Antlitz ha ribadito che il margine operativo del 3,8% resta troppo basso e che il gruppo dovrà «accelerare la riduzione strutturale dei costi, semplificando il portafoglio prodotti, le piattaforme, le partecipazioni e la struttura manageriale per rendere più rapide le decisioni e aumentare l’efficienza industriale». (riproduzione riservata)