Volkswagen, l’ultimatum delle famiglie di controllo Porsche-Piëch: agire subito, il gruppo è a un bivio storico
Volkswagen, l’ultimatum delle famiglie di controllo Porsche-Piëch: agire subito, il gruppo è a un bivio storico
La holding Porsche Se chiede a Volkswagen di ridurre capacità e costi e accelerare le decisioni: ogni opzione deve essere presa in considerazione. Nel semestre la cassaforte è in perdita di 2,22 miliardi con le svalutazioni del gruppo auto

di Andrea Boeris 07/08/2026 10:20

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Le famiglie Porsche e Piëch alzano la pressione su Volkswagen. Il principale azionista del gruppo tedesco chiede al management di agire rapidamente per recuperare competitività, mentre il ceo Oliver Blume sta preparando una nuova e profonda ristrutturazione per rispondere agli elevati costi industriali, ai dazi e soprattutto alla crescente concorrenza dei costruttori cinesi.

A lanciare l’avvertimento è Porsche Se, la holding attraverso cui le famiglie controllanti detengono la maggioranza delle azioni ordinarie di Volkswagen. «Il gruppo» dell’auto «si trova a un bivio storico. Le decisioni che Volkswagen prenderà ora determineranno il suo futuro», ha dichiarato Hans Dieter Pötsch, presidente del consiglio di gestione di Porsche Se. «Per il bene dell’azienda e della sua competitività sostenibile, tutti devono ora assumersi le proprie responsabilità. Più a lungo si rimandano le decisioni, più grandi diventeranno i problemi».

«Ogni opzione deve essere presa in considerazione»

Il messaggio arriva mentre Volkswagen sta cercando di accelerare un piano di riduzione dei costi che potrebbe andare ben oltre gli interventi già concordati negli ultimi anni. Blume ha prospettato altri 50 mila tagli di posti di lavoro per un totale di 100 mila e la possibile chiusura di quattro stabilimenti tedeschi. Il piano deve però superare la resistenza dei rappresentanti dei lavoratori e del Land della Bassa Sassonia, che dispone di una minoranza di blocco del 20% nel gruppo. Secondo fonti citate da Reuters, entrambe le componenti si sono opposte alle proposte di Blume nell'ultima riunione del consiglio di sorveglianza di luglio.

Porsche Se, invece, si schiera apertamente dalla parte del management. «È indispensabile ridurre la capacità in eccesso, abbassare significativamente i costi e rafforzare radicalmente la capacità decisionale e di esecuzione del gruppo», ha affermato Johannes Lattwein, responsabile finanza e IT della holding. E la posizione delle famiglie azioniste lascia poco spazio a compromessi. «La competitività è l’obiettivo. Ogni opzione deve essere presa in considerazione per raggiungerla. Altrimenti Volkswagen rischia di perdere terreno in modo permanente rispetto ai concorrenti internazionali», ha aggiunto Lattwein.

Volkswagen sotto pressione tra Cina, costi e sovraccapacità

Al centro dello scontro c’è soprattutto la struttura industriale del gruppo. Volkswagen deve fare i conti con costi elevati in Germania, capacità produttiva inutilizzata e una pressione sempre maggiore dei concorrenti cinesi, che hanno eroso le posizioni dei marchi occidentali nel più importante mercato automobilistico mondiale. Porsche Se chiede quindi «decisioni rapide e risolute» dopo che Porsche Ag, la casa delle auto di lusso, ha già negoziato un proprio pacchetto di ristrutturazione. La holding ha indicato tra le priorità redditività, efficienza nell’impiego del capitale e struttura dei costi.

Il pressing delle famiglie Porsche-Piëch assume particolare rilevanza per gli equilibri di Wolfsburg. Porsche Se detiene infatti la maggioranza delle azioni ordinarie di Volkswagen e il 25% più un’azione delle ordinarie di Porsche Ag, confermandosi il perno dell’assetto di controllo dei due costruttori.

Porsche Se, utile rettificato in calo a 949 milioni

L’appello delle famiglie tedesche arriva insieme ai risultati semestrali di Porsche Se. Nei primi sei mesi del 2026 l’utile netto rettificato della holding è sceso a 949 milioni di euro dagli 1,11 miliardi dello stesso periodo del 2025. Sul risultato pesano proprio le performance più deboli delle due principali partecipazioni: Volkswagen ha contribuito per circa 800 milioni e Porsche Ag per circa 100 milioni. Il cui impatto negativo è ancora più pesante sul risultato netto contabile che è invece precipitato a una perdita di 2,22 miliardi, contro un utile di 338 milioni un anno prima, a causa soprattutto di svalutazioni non monetarie per 3 miliardi sulla partecipazione Volkswagen e per 200 milioni su Porsche Ag.

A fine giugno l’indebitamento netto di Porsche Se è sceso a 4,98 miliardi dai 5,1 miliardi di fine 2025. Per l’intero 2026 la holding continua a prevedere un risultato netto rettificato positivo compreso tra 1,5 e 3,5 miliardi e un debito netto tra 4,7 e 5,2 miliardi. (riproduzione riservata)