Volkswagen conferma il Portogallo come simbolo del proprio rilancio europeo. Mentre in Germania il gruppo è impegnato nella più profonda ristrutturazione della sua storia, con decine di migliaia di posti di lavoro a rischio e lo scontro con sindacati e lavoratori sui tagli e sulla possibile chiusura di alcuni impianti, la futura ID.Every1, la city car elettrica da circa 20 mila euro, verrà prodotta nello stabilimento di Palmela, alle porte di Lisbona.
La conferma arriva da fonti interne al gruppo riportate dalla stampa economica portoghese e dal quotidiano digitale Eco e rafforza una decisione strategica presa già un anno fa, quando Volkswagen e il governo di Lisbona firmarono l’accordo per assegnare all’impianto Autoeuropa di Palmela la produzione del nuovo modello destinato a diventare l’elettrica più accessibile della gamma.
La scelta non è casuale. All’interno del gruppo, lo stabilimento di Autoeuropa è considerato uno dei siti più efficienti e competitivi d’Europa, con costi di produzione sensibilmente inferiori rispetto a molti impianti tedeschi.
È proprio il tema dell’efficienza il cuore della crisi Volkswagen. L’amministratore delegato Oliver Blume ha spiegato ai lavoratori di Wolfsburg che i costi fissi del gruppo sono ancora circa il 30% superiori a quelli dei principali concorrenti e che servono almeno 10 miliardi di euro di risparmi strutturali. Il contrasto tra Palmela e alcune fabbriche tedesche diventa quindi l’emblema della trasformazione industriale che Volkswagen vuole imporre.
Lo stabilimento portoghese continuerà a produrre anche il T-Roc, affiancando il suv compatto alla nuova ID.Every1 su una delle piattaforme elettriche più importanti per il futuro del marchio.
L’ID.Every1 è un tassello decisivo nella strategia di Volkswagen per contrastare l’offensiva dei costruttori cinesi nel segmento delle piccole elettriche. Il modello sarà una vettura a quattro posti completamente elettrica e avrà un prezzo di partenza vicino ai 20 mila euro, soglia considerata cruciale per riportare l’auto elettrica nel mercato di massa europeo.
Con questo progetto il gruppo punta a colmare il vuoto lasciato dalla progressiva uscita di scena delle utilitarie tradizionali, offrendo un’alternativa accessibile alle future city car di Byd, ma anche del partner di Stellantis Leapmotor e degli altri marchi cinesi.
Per il Portogallo Autoeuropa è molto più di una fabbrica automobilistica. Il sito di Palmela impiega oltre 4.800 lavoratori, genera circa 3,8 miliardi di euro di fatturato annuo e vale il 4% delle esportazioni nazionali e circa l’1,3% del pil del Paese. La conferma della produzione dell’ID.Every1 mette quindi al riparo uno degli asset industriali più importanti del Portogallo proprio mentre Volkswagen ridisegna la propria geografia produttiva europea.
Il messaggio che arriva da Palmela è chiaro: nella nuova Volkswagen gli investimenti seguiranno sempre più la produttività. Ed è proprio questo il nodo che rende ancora più difficile il confronto con le fabbriche tedesche, chiamate nei prossimi mesi a dimostrare di poter raggiungere gli stessi standard di competitività per garantirsi un futuro. (riproduzione riservata)