Volkswagen, il maxi piano di ristrutturazione può costare fino a 16 miliardi
Volkswagen, il maxi piano di ristrutturazione può costare fino a 16 miliardi
Secondo Der Spiegel serviranno 10 miliardi solo per eliminare 60 mila posti di lavoro. Ma il conto potrebbe salire in caso di chiusura dei quattro stabilimenti il cui futuro non è stato ancora definito

di Sara Bichicchi 10/09/2026 12:44

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Il maxi piano di ristrutturazione da 100 mila esuberi potrebbe costare a Volkswagen 16 miliardi di euro. Il calcolo arriva dal giornale tedesco Der Spiegel, secondo il quale serviranno fino a 10 miliardi per l’eliminazione di almeno 60 mila posizioni tra prepensionamenti, buonuscite e altri licenziamenti. A questi oneri potrebbero aggiungersi 6 miliardi per l’eventuale cessazione della produzione nei quattro stabilimenti tedeschi ai quali il gruppo non è certo di poter assegnare nuovi modelli: Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm. Audi (parte del gruppo Volkswagen) ha già chiuso una fabbrica a Bruxelles e i costi della dismissione, secondo Der Spiegel, sono stati di 1,6 miliardi. 

Il piano di Volkswagen

Il ceo Oliver Blume intende ridurre i modelli del 50% entro il 2035, mentre varianti e configurazioni dovrebbero subire una contrazione del 75% in modo da aumentare i volumi per ogni modello e contenere i costi. L’obiettivo è stabilizzare le vendite intorno a 9 milioni di vetture l’anno e portare il margine operativo al 9% entro il 2030, contro il 3,8% del primo semestre 2026.

In parallelo il gruppo intende rivedere il portafoglio, composto da 600 società. Tra queste c’è Ducati (controllata da Audi), il cui futuro non è scevro da dubbi: in un’intervista a Bloomberg l’amministratore delegato di Audi, Gernot Döllner, ha detto che nel processo di razionalizzazione delle partecipazioni si parlerà «anche di Ducati», puntualizzando però che nessuna decisione è stata presa sul marchio italiano.

Il punto degli analisti

Il piano di Volkswagen non sembra dispiacere agli analisti e al mercato. Gli esperti di Jefferies, in particolare, hanno confermato rating Buy sul titolo con un prezzo obiettivo di 120 euro. Al momento le azioni del produttore di auto viaggiano intorno a 81 euro, in rialzo del 7% circa dalla presentazione del piano. Tuttavia, a 12 mesi il titolo mostra ancora un calo di quasi il 20%.

Attualmente l’azienda dispone di cinque o sei modelli per segmento - osservano gli analisti di Jefferies - che dovrebbero scendere a due o tre modelli, portando il totale da 150 a 70-75. Il processo potrebbe non concludersi prima del 2035, ma secondo gli esperti la riduzione degli investimenti dovrebbe concretizzarsi in tempi più brevi, man mano che i modelli non verranno sostituiti. (riproduzione riservata)