Nuovo attacco del conduttore televisivo russo Vladimir Solovyov nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Durante la trasmissione “Full Contact”, Solovyov ha definito la premier italiana «fascista», rilanciando un video di una sua intervista giovanile su Mussolini e commentando duramente il suo percorso politico.
Il giornalista russo, il giorno dopo le offese volgari nei confronti della premier, ha sostenuto che Meloni avrebbe «visioni fasciste fin dall’infanzia», interrogandosi sulle reazioni suscitate dalle sue dichiarazioni e insinuando motivazioni politiche dietro le critiche ricevute in Italia. Nel corso del programma ha inoltre citato alcuni esponenti politici italiani, tra cui Pina Picierno e Carlo Calenda, nel contesto delle polemiche.
Solovyov ha poi rivendicato il proprio ruolo dicendo di «non essere un propagandista, ma un ebreo e un antifascista», sostenendo di parlare in tale veste e accusando l’Italia di non aver fatto i conti con il proprio passato storico. Le sue dichiarazioni hanno incluso anche riferimenti alla Seconda guerra mondiale e a responsabilità storiche attribuite al fascismo, con toni fortemente polemici.
«Pieno rispetto a te, Giorgia, e a tutta l’Italia. I propagandisti russi, miserabili, non riusciranno certo a deviare le persone la cui bussola è la difesa degli interessi nazionali del proprio Paese. Grazie a te e a tutti gli italiani per una posizione così chiara», ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky esprimendo la sua solidarietà alla premier italiana.
Nella mattinata del 22 aprile un altro duro affondo contro l’Italia è arrivato dalla portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
Secondo Zakharova, l’Italia sarebbe «confusa da anni della sua stessa propaganda» e avrebbe subito l’influenza dei media occidentali, accusati di averla «ingannata» e di averla portata in una condizione di «anabiosi».
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