Vianova accelera verso l’ipo: scelti gli advisor, possibile l’exit di Tip
Vianova accelera verso l’ipo: scelti gli advisor, possibile l’exit di Tip
La quotazione della società toscana di tlc e servizi ict, in controllo dei fratelli Luisotti, attesa nel secondo trimestre. A dicembre semplificata la governance

di di Elena Dal Maso e Alberto Mapelli 12/02/2026 22:00

Ftse Mib
45.418,72 12.43.59

-1,74%

Dax 30
24.812,26 12.43.47

-0,16%

Dow Jones
49.451,98 12.25.03

-1,34%

Nasdaq
22.600,85 7.25.15

-2,03%

Euro/Dollaro
1,1858 12.28.45

-0,24%

Spread
61,33 12.58.42

+1,02

Il ceo di Borsa Italiana, Fabrizio Testa, lo aveva annunciato un paio di giorni fa: «Nel 2026 torneranno le grandi quotazioni a Piazza Affari». A indicare che nei prossimi mesi non ci saranno solo le ipo delle pmi sul segmento Egm ma anche su Euronext Milan.

E in effetti Vianova si prepara a sbarcare in borsa. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da più fonti, la società che fornisce servizi tlc e Ict alle imprese starebbe procedendo spedita nel processo di ipo, tanto che sarebbe iniziato il sondaggio di alcuni potenziali investitori. Secondo una fonte, la stima ottimistica è che si possa arrivare alla quotazione entro giugno.

Tamburi, possibilità di exit

Vianova è un operatore telefonico e gestore di servizi It per le aziende, in particolare per le piccole e medie imprese e gli studi professionali con sede a Massarosa (Lucca). L’offerta è integrata e affianca ai tradizionali servizi tlc (fisso e mobile) servizi di collaborazione ott sviluppati internamente e la cybersecurity.

Oggi circa l’83% del gruppo è in mano ai fondatori Stefano e Giovanni Luisotti, che sono in possesso di poco meno del 70% delle quote, e ai manager principali del gruppo. Nel capitale è presente anche Tip di Giovanni Tamburi col 17%, che probabilmente cercherà di valorizzare la quota. Si tratta di una delle possibili exit a breve termine nel ricco portafoglio di Tip.

Nel 2024 Vianova ha registrato 93,2 milioni di euro di ricavi, un ebitda di 25,6 milioni e un utile di 12,7 milioni con un ricco ebitda margin per il 27,5%. Tuttavia, secondo fonti di mercato, il 2025 avrebbe visto un forte balzo dei conti e anche il 2026 sarebbe iniziato molto positivamente per la società toscana. Gli advisor coinvolti nell’operazione, in base a fonti finanziarie di MF-Milano Finanza, sono Equita, Ubs e Banca Akros.

Semplificata la struttura azionaria

Secondo quanto ricostruito da questo giornale, gli azionisti di Vianova hanno già provveduto a fine dicembre a una semplificazione dei meccanismi di governance e alla predisposizione di un piano aggiornato di incentivazione per il management per prepararsi allo sbarco in borsa.

Da una parte è stato eliminato il diritto di voto multiplo, con la conversione integrale delle azioni in ordinarie. Dall’altra è stato rimodulato il piano di incentivazione per i manager, dando la facoltà al board di poter deliberare un aumento di capitale gratuito per assegnare 87.500 azioni (che oggi rappresenterebbero poco meno del 5% del totale) ai manager. L’opzione, valida per cinque anni, potrà essere esercitata solo dopo la quotazione.

Nel primo mese e mezzo dell’anno l’indice Ftse Mib è salito del 4% circa a causa della volatilità causata dalla politica estera Usa e dalle vendite innescate dalla paura per la concorrenza a diversi settori dei nuovi tool di AI. Ma negli ultimi 12 mesi la performance è del 23%: mercati mossi ma non troppo sono un buona base di partenza per le ipo. (riproduzione riservata)