Vertice dei Brics, trovato l’accordo per una dichiarazione congiunta: serve massima moderazione nel conflitto in Iran
Vertice dei Brics, trovato l’accordo per una dichiarazione congiunta: serve massima moderazione nel conflitto in Iran
Al centro del meeting dei Paesi emergenti il rafforzamento economico e la gestione delle tensioni globali. Modi e Xi invitano a riformare la governance mondiale e a opporsi al protezionismo e alle violazioni della sovranità

di Alessandro Rigamonti 12/09/2026 15:05

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Gli occhi del mondo sono fissati sul meeting dei Brics (acronimo che sta per Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), in programma sabato 12 e domenica 13 settembre, in India. I cosiddetti «Paesi emergenti» – anche se ormai la Cina è tra le principali economie al mondo – avrebbero trovato un accordo per una dichiarazione congiunta, secondo quanto riferito da Reuters. Questa sarebbe un'importante svolta diplomatica nelle relazioni tra i membri dei Brics.

Il Primo Ministro indiano, Narendra Modi, ha dichiarato in apertura dell'incontro che il blocco è giunto alla maturità ed è giunto il momento di tradurre la sua unità e il suo consenso in risultati concreti sulla scena globale. A Nuova Delhi sono atterrati anche il presidente cinese Xi Jinping, quello russo Vladimir Putin e quello iraniano Masoud Pezeshkian.

«Esprimiamo la nostra viva preoccupazione per la continua escalation delle tensioni in Medio Oriente e, in linea con le nostre rispettive posizioni nazionali, esortiamo le parti alla massima moderazione e a evitare azioni che possano aggravare la situazione», hanno dichiarato i Paesi nella nota congiunta.

Oltre una dozzina di leader mondiali partecipano al 18esimo vertice annuale del blocco, che è sempre più visto come un contrappeso alle alleanze economiche dominate dalle nazioni occidentali più ricche. Attualmente i Brics rappresentano 11 paesi membri (oltre ai fondatori ci sono anche Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Indonesia), che costituiscono circa il 49% della popolazione e circa il 40% del prodotto interno lordo mondiale.

La dichiarazione congiunta

Nella nota congiunta i leader hanno sottolineato la necessità di prevenire i conflitti, evidenziando come sia fondamentale affrontarne le cause profonde. Hanno ribadito il loro impegno per la risoluzione pacifica delle controversie internazionali attraverso il dialogo, la consultazione e la diplomazia. Il gruppo ha anche espresso preoccupazione per i crescenti rischi di pericolo nucleare e di conflitto, sottolineando che le salvaguardie, la sicurezza e la protezione nucleare devono essere sempre rispettate, anche durante i conflitti armati.

I leader hanno anche tirato una stoccata nei confronti della guerra commerciale incominciata dal presidente Usa Donald Trump. Hanno infatti criticato l'aumento dei dazi uniliaterali, che a loro dire distorcono gli scambi commerciali e sono incompatibili con le norme dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.

Riguardo a Gaza e alla Palestina, i Brics hanno affermato che il «cessate il fuoco» nella Striscia dovrebbe essere mantenuto e hanno sostenuto la soluzione dei due Stati. Infine, riguardo al Libano, hanno accolto con favore lo stop ai combattimenti e hanno chiesto l'attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che garantisce la cessazione delle ostilità tra Israele e Hezbollah.

L’agenda del meeting

Il vertice di quest'anno si concentrerà sul rafforzamento delle economie dei membri attraverso il commercio, la cooperazione energetica e la condivisione di conoscenze sull'intelligenza artificiale e sulla tecnologia. «L'attuale struttura della governance globale assomiglia a una piramide. In cima si concentrano il potere e il processo decisionale. In fondo si trovano invece quei Paesi che subiscono gli effetti delle decisioni, ma non possono contribuire a determinarle», ha dichiarato Modi aprendo la prima sessione del vertice dei leader, invitando i Brics a trasformare la «piramide dei privilegi» della governance mondiale, proponendo di elaborare entro il prossimo vertice una tabella di marcia articolata in dieci riforme. Anche Xi ha invitato i Paesi membri a opporsi alla logica dei blocchi, alle violazioni della sovranità nazionale e al protezionismo, esortandoli a stringersi intorno all'autorità delle Nazioni Unite.

Alicia García-Herrero, capo economista per l'Asia-Pacifico presso Natixis, ha affermato ad Al Jazeera che i leader discuteranno anche delle modalità di pagamento transfrontaliero nel contesto delle sanzioni occidentali imposte a Russia e Iran. «Ma non cercheranno di sostituire il dollaro», ha aggiunto l’esperta.

Sul tavolo ci saranno anche le guerre che coinvolgono direttamente alcuni Paesi membri, come Russia e Iran. Ma difficilmente si arriverà a una soluzione concreta per i conflitti. Secondo alcuni analisti, Putin userà il vertice per mostrare i suoi legami di amicizia con i Paesi non del blocco occidentale. Intanto, il presidente russo ha usato il meeting per dichiarare che «Non minacciamo né intendiamo minacciare i paesi europei. Per quale motivo dovremmo?», ha detto ai giornalisti. «Nessuno sembra considerare che non abbiamo motivi per alcun conflitto con l'Europa. Tutte le questioni sono state risolte dall'esito della Seconda Guerra Mondiale». Ma poco dopo ha ricordato che secondo Mosca «il dispiegamento di forze europee in Ucraina significherebbe l'entrata dei rispettivi Paesi in guerra con la Russia».

Anche il leader iraniano ha usato il meeting per mandare un messaggio agli Stati Uniti: «Non cerchiamo la guerra né vogliamo che continui. Nonostante tutte le ingiustizie subite dal nostro popolo, diamo priorità alla pace». E ha aggiunto: «Non abbiamo bisogno di un gendarme nella regione. L'integrità territoriale degli Stati e la sicurezza regionale possono essere garantite soltanto dagli attori della regione stessa. Non abbiamo alcun problema con i nostri fratelli musulmani e con i Paesi vicini. È Washington che cerca di trasformarci in nemici». (riproduzione riservata)