La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha chiesto a Re Carlo III del Regno Unito di autorizzare la restituzione delle riserve auree venezuelane custodite presso la Banca d’Inghilterra, affinché possano essere utilizzate per finanziare la ricostruzione del Paese dopo il devastante doppio terremoto del 24 giugno.
«Ho deciso di inviare una lettera, tra gli altri, al re d'Inghilterra affinché liberino l'oro trattenuto nella Banca d'Inghilterra. Quell'oro è del nostro popolo e deve servire ad affrontare le conseguenze terribili e tragiche di questo doppio terremoto», ha dichiarato Rodríguez.
La leader venezuelana, intanto, ha anche esteso l’appello anche alla comunità internazionale, chiedendo che vengano liberati i beni e le risorse finanziarie del Venezuela bloccati all’estero.
«Il Venezuela ha risorse con cui recuperarsi e rialzarsi», ha affermato, spiegando che quei fondi potrebbero essere destinati non solo alla ricostruzione delle aree colpite dal sisma, ma anche al sostegno dell’occupazione, dell’istruzione e dei servizi sociali.
Rodríguez ha inoltre reso noto di aver contattato la direttrice del Fondo monetario internazionale per chiedere lo sblocco delle risorse venezuelane detenute dall’organizzazione.
La richiesta è stata ribadita anche dal ministro degli Esteri Yvan Gil Pinto durante una riunione con funzionari delle Nazioni Unite e altri partner internazionali.
«Chiediamo a tutti i Paesi che al momento tengono bloccati fondi appartenenti al Venezuela di avviare un piano per sbloccare questi fondi in modo che possano essere usati per la ricostruzione», ha dichiarato il ministro, aggiungendo che numerosi beni dello Stato restano congelati all’estero a causa delle sanzioni imposte negli ultimi anni.
Secondo il bilancio ufficiale, il terremoto del mese scorso ha provocato almeno 3.600 vittime e ingenti danni alle infrastrutture del Paese.
Lo scenario politico è cambiato dopo la cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro nel blitz condotto dalle forze speciali statunitensi il 3 gennaio scorso. Da allora Washington ha avviato una graduale normalizzazione dei rapporti con il governo guidato da Delcy Rodríguez, allentando progressivamente alcune sanzioni economiche.
Dopo il sisma, l’amministrazione Trump ha inoltre annunciato la sospensione per quattro mesi delle principali sanzioni introdotte dal 2019, con l’obiettivo di favorire la ripresa economica e, in particolare, il rilancio del settore petrolifero sotto un nuovo quadro di cooperazione con le autorità venezuelane.
Parallelamente, Rodríguez ha firmato il regolamento attuativo della nuova legge sugli idrocarburi, riformata lo scorso gennaio, che punta a rilanciare gli investimenti nei comparti del petrolio e del gas.
Nel corso di una trasmissione dell’emittente statale Vtv, la presidente ha spiegato che il regolamento è il risultato della revisione di 1.389 disposizioni normative e introduce un quadro giuridico aggiornato per rendere più efficienti le attività del settore e offrire maggiore certezza agli investitori nazionali e internazionali.
Secondo il governo, lo sfruttamento delle vaste risorse energetiche del Paese rappresenta uno degli strumenti principali per finanziare la ricostruzione dopo il terremoto e sostenere la ripresa dell'economia venezuelana. (riproduzione riservata)