Per visitare Venezia si continuerà a pagare. E il biglietto potrebbe salire a 30 euro. Concluso il triennio di sperimentazione, dal 2027 la misura potrebbe infatti diventare strutturale, con tariffe più alte e un possibile ampliamento dei giorni di applicazione. L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione comunale guidata da Simone Venturini non è aumentare il gettito, ma incidere sugli arrivi - disincentivando in particolare il turismo mordi e fuggi - nelle giornate considerate più critiche.
A delineare la strategia è l’assessore al Bilancio del Comune di Venezia, Michele Zuin, parlando con il Gazzettino. Il punto di partenza è il superamento delle attuali quote da 5 e 10 euro, considerate poco efficaci come strumento di disincentivo per il turismo giornaliero. «La richiesta di un contributo d’accesso più pesante non è per far cassa», ha spiegato Zuin, «I 5-10 euro attuali sono alla portata di tutti, il rischio è che non abbiano quell’effetto-disincentivo che questa misura dovrebbe avere».
Per le giornate da “bollino rosso” si valuta quindi un aumento significativo, ma senza arrivare ai 50 euro in precedenza ipotizzati e discussi. Secondo l’assessore una cifra intorno ai 30 euro potrebbe essere la soluzione più concreta.
La definizione delle nuove regole dovrà però avvenire d’intesa con governo e Parlamento. In parallelo il Comune di Venezia sta intanto valutando l’estensione del calendario. Attualmente il contributo viene applicato tra aprile e luglio, ma l’ipotesi è di allungare il periodo anche marzo e settembre, trovando un equilibrio anche con le richieste arrivate dagli operatori alberghieri. L’obiettivo, ha ribadito Zuin, è trovare una quadra che non penalizzi strutture e attività economiche.
Resta, infine, da definire la sostenibilità dei costi. L’attività di controllo coinvolge steward, personale addetto alle verifiche e polizia municipale, con spese che aumentano al crescere delle giornate di applicazione. Per questo, prima di ampliare il calendario, il Comune dovrà valutare i dati raccolti e l’impatto economico della misura. (riproduzione riservata)