Var Energi taglia le stime sulla produzione 2026, Citi: passa in secondo piano rispetto al tema m&a
Var Energi taglia le stime sulla produzione 2026, Citi: passa in secondo piano rispetto al tema m&a
La controllata di Eni registra una produzione nel terzo trimestre in calo a 369.000 barili equivalenti di petrolio al giorno e sotto le attese del consenso. Quindi ha tagliato le stime per l’intero esercizio. Ma Citi conferma buy sull’azione

di Francesca Gerosa 12/10/2026 09:10

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Var Energi rivede al ribasso le stime sulla produzione per il 2026 dopo un terzo trimestre inferiore alle attese. La compagnia petrolifera norvegese attiva nell'esplorazione e produzione di petrolio e gas naturale, controllata dal colosso italiano Eni, ha comunicato una produzione nel terzo trimestre pari a 369.000 barili equivalenti di petrolio al giorno rispetto ai 370.000 dello stesso periodo dell'anno precedente, il 5% al di sotto delle stime del consenso di Visible Alpha, pari a 386.000 barili equivalenti di petrolio al giorno.

Produzione sotto le attese nel terzo trimestre

I volumi prodotti sono ammontati a 34 milioni di barili equivalenti di petrolio dai 34,1 milioni di un anno prima. Mentre i prezzi medi effettivi di vendita, pari a 103 dollari al barile, sono risultati sostanzialmente in linea con le stime del consenso.

Var Energi taglia le stime sulla produzione 2026

Il risultato ha indotto la società a ridurre le previsioni sulla produzione per l’intero esercizio 2026, passando da un intervallo di 390.000-410.000 barili equivalenti di petrolio al giorno a 390.000. Lo scostamento negativo è stato determinato principalmente dai problemi operativi nei giacimenti di Jotun, Johan Castberg (con un impatto annualizzato di 15.000 barili di petrolio al giorno) e Åsgard (impatto di 8.000 barili di petrolio al giorno), oltre che dal protrarsi delle interruzioni presso Ormen Lange. In quest’ultimo sito, a causa di problemi ai compressori, la produzione si è attestata da agosto al 60% della capacità.

Il management ha riconosciuto che il risultato è stato deludente, sottolineando che diversi problemi, in precedenza ritenuti risolti nel primo trimestre, si sono protratti più a lungo del previsto, determinando un impatto sulla produzione trimestrale superiore alle attese. È importante sottolineare che nessuno dei principali cali produttivi è riconducibile a problemi relativi ai giacimenti o ai serbatoi petroliferi. 

L’importanza del progetto Balder

Guardando ai prossimi mesi, il management ha previsto un quarto trimestre più forte, sostenuto dall’avvio della fase VI del progetto Balder, dall’assenza di interventi di manutenzione programmati e dall’accelerazione del programma di perforazione di pozzi di sviluppo. Nel corso del trimestre è infatti prevista l’entrata in produzione di 24 pozzi.

Var Energi ha assicurato che gli impianti interessati dai problemi stanno ora producendo ai livelli attesi e punta a raggiungere una produzione di 400.000 barili equivalenti di petrolio al giorno nel quarto trimestre, delineando così un percorso chiaro verso un livello produttivo nettamente più elevato alla fine dell’anno.

Gli analisti

Tenendo conto dei volumi inferiori e della revisione al ribasso delle previsioni sulla produzione, gli analisti di Citi hanno ridotto del 7% le stime sugli utili di Var Energi per il terzo trimestre 2026 a 445 milioni dai 152 milioni del terzo trimestre del 2025.

«Il mancato raggiungimento dei volumi attesi nel terzo trimestre e la conseguente revisione al ribasso delle previsioni sono deludenti, ma in larga misura attesi, alla luce dei dati deboli sulla produzione di luglio relativi alla piattaforma continentale norvegese Norwegian Continental Shelf», commentano gli analisti di Citi. «Sebbene i risultati odierni siano probabilmente destinati a pesare sulla fiducia degli investitori e a sollevare nuovi interrogativi sulla capacità di esecuzione della società, riteniamo che l’attenzione del mercato debba ora spostarsi oltre il tema della produzione nel breve termine».

Non solo. Sebbene gli investitori restino concentrati su una possibile revisione al ribasso del dividendo nel 2027 (Citi lo stima a 0,42 dollari per azione da 0,51 dollari del 2026), l’integrazione con BlueNord permette una produzione soggetta a un calo più contenuto e una maggior tenuta dei flussi di cassa nel breve.

«Riteniamo che il management possa utilizzare la liquidità in eccesso generata nel 2026 per sostenere nel 2027 un dividendo ordinario ricorrente di 1,2 miliardi di dollari, integrato da un dividendo straordinario di 300 milioni di dollari, distribuito ogni trimestre. La distribuzione complessiva agli azionisti raggiungerebbe così 1,5 miliardi di dollari», prevedono a Citi.

Infine, la possibile acquisizione di Cop Norway, e in particolare del giacimento di Ekofisk, riporta al centro del dibattito ulteriori operazioni di fusione e acquisizione. «In quest’ottica, riteniamo che il taglio delle previsioni sia secondario rispetto all’opportunità strategica. Se il processo relativo a Cop Norway dovesse progredire e Var decidesse di parteciparvi, l’operazione potrebbe diventare un catalizzatore positivo significativo nei prossimi 3-6 mesi. Per cui confermiamo il rating buy e il target price a 57 corone norvegesi sull’azione», concludono gli esperti di Citi.

Il titolo in borsa

Il titolo Var Energi alla borsa di Oslo segna un -1,28% a 52,52 corone norvegesi. Ma in un anno ha messo a segno un +61%. (riproduzione riservata)