Il sovranismo ha una retorica «fascista». «Questa ricostruzione non corrisponde alla realtà». Al Forum Teha di Cernobbio (Como), l’appuntamento annuale di riferimento per politica ed economica, si scontrano due visioni di nazionalismo, quella dell'ex primo ministro Mario Monti, ora presidente della Fondazione Bocconi,e quella del generale ed eurodeputato Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale.
I due sono stati protagonisti del dibattito dal titolo «Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano». Agli affondi dell’ex generale nei confronti dell’Unione Europea, Monti ha riposto contestando al suo interlocutore la ricostituzione della narrativa e dello spirito del fascismo.
Il primo bersaglio degli strali del generale è stata l’Ue. «Perché c'è sempre questa inerzia nel cambiare l’architettura strutturale dell’Ue?», si è chiesto Vannacci. «Dopo anni di Maastricht qualche cosa è successo. La Gran Bretagna se n’è andata. Pochi giorni fa l’Islanda ha detto di no all’integrazione con l’Ue. La Norvegia non ci ha mai pensato. O meglio, ci ha pensato ma ha detto di no. La Svizzera ne rimane fuori. Circondata, fagocitata dall’Ue, la Turchia, che prima ambiva a fregiarsi della bandiera azzurra con le 12 stelle, oggi naviga per altri mari. Non tutti scalpitano per integrarsi nell’Unione Europea. Ci sarà un motivo?»
Secondo il capo di Futuro Nazionale «in questi trent’anni di integrazione siamo passati da un’Eurozona che produceva il 30% del pil mondiale a un’Ue che ne produce più o meno il 15%, da un’industria manifatturiera che era al vertice mondiale a un’area che qualcuno definisce di desertificazione industriale. Producevamo le auto più belle del mondo, oggi licenziamo chi le progetta e chi le realizza». Segno che - è la tesi di Vannacci - la strategia europea non sta funzionando: Bruxelles, ha proseguito il generale, agisce in maniera «incoerente» e «schizofrenica» su troppi temi, dall’immigrazione alla competizione fino al green deal («lo abolirei subito», è stata la chiusura totale di Vannacci).
La replica di Monti è stata tranchant. «I romani dicevano divide et impera, oggi Trump e Putin cercano di applicare questo motto per dividere l’Europa, con un certo successo, dall’esterno. I partiti sovranisti dei Paesi europei, dal canto loro, stanno cercando di farlo dall’interno», ha dichiarato il senatore.
«Io non sono in grado di affrontare un tema così alto come quella della ricostituzione del partito nazionale fascista, ma leggendo il suo programma un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto», ha aggiunto l’ex premier, rivolgendosi a Vannacci. «Trovo in lei la ricostituzione della narrativa, della retorica e dello spirito del fascismo». Questo, secondo Monti, è il punto più preoccupante.
«Lei viola la Costituzione con molti punti del suo programma, che sono anche in violazione della carta fondamentale dei diritti umani dell’Ue», ha contestato ancora Monti. «Lei è consapevole che anche una primordiale applicazione del suo programma porterebbe l’Italia fuori dall’Ue?».
Il generale ha replicando definendo quelle di Monti «sue personali convinzioni» e sostenendo che la ricostruzione «non corrisponde alla realtà». (riproduzione riservata)