I dettagli da definire restano «molti», ma l’America ha «tutte le carte in regola» per i successivi colloqui: lo ha detto il vicepresidente amicerando JD Vance a Cnbc.
Nel fine settimana del 13-14 giugno Iran e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo che estenderebbe il cessate il fuoco per 60 giorni e stabilirebbe un quadro di riferimento per futuri negoziati sul programma nucleare di Teheran e su altre questioni chiave. Il testo dell’accordo preliminare non è ancora stato reso pubblico.
L’intesa si regge su due punti principali: la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’impegno a lungo termine che l’Iran non svilupperà mai un’arma nucleare. Washington dovrà inoltre cessare il fuoco anche sul fronte libanese e allentare progressivamente l’assedio e le sanzioni.
Se Teheran rimarrà fedele agli impegni previsti dall’accordo, che verrà firmato a Ginevra in Svizzera venerdì 19 giugno, potrà «essere reinvitata nell’economia mondiale», ha aggiunto il vicepresidente americano.
Nel frattempo il petrolio procede in caduta libera con i future sul Brent in calo di quasi cinque punti percentuali a 83,1 dollari barile. Più marcati i ribassi del Wti, giù del 5,3% a 80,3 dollari. (riproduzione riservata)