Piazza Affari potrebbe presto arricchirsi di una importante ipo. Dolomiti Energia, la multiutility che fa capo ai soci pubblici della Provincia Autonoma di Trento, del Comune di Trento e quello di Rovereto, ha selezionato Imi Intesa Sanpaolo e Goldman Sachs come global coordinator per la quotazione a piazza Affari. L’obiettivo sarebbe quello di quotarsi entro fine anno e spuntare una valutazione compresa tra 3 e 4 miliardi di euro.
In particolare il gruppo vorrebbe puntare a suonare la campanella dopo l’estate, più probabilmente all’inizio del quarto trimestre, anche se il processo dovrà tener conto delle condizioni di mercato. Secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza, lo schema allo studio potrebbe prevedere un’ipo con la vendita di circa il 22% delle azioni, garantendo però ai soci pubblici, cioè la Provincia di Trento e i Comuni di Trento e Rovereto, il mantenimento della maggioranza delle quote, al fianco degli altri investitori privati (tra cui figurano anche Equitix al 5%, Fondazione Caritro al 5,4%, Istituto di Sviluppo Atesino-Isa al 4,2%).
Dolomiti Energia è attualmente il quarto produttore di energia idroelettrica in Italia, con 39 siti in gestione, e ricava il 98% della sua produzione elettrica da fonti rinnovabili, a cui si somma la distribuzione di energia e la raccolta di rifiuti. Una diversificazione che ha permesso al gruppo energetico di chiudere il 2024 (ultimo bilancio disponibile) con circa 2,3 miliardi di ricavi, 491 milioni di ebutda, quasi 1,5 miliardi di patrimonio netto e con investimenti per 324 milioni, a fronte di una posizione finanziaria netta di 601 milioni.
L’obiettivo di crescita è però ambizioso e prevede di arrivare a un ebitda di 600 milioni entro il 2030, a fronte di un piano investimenti da 2,1 miliardi di euro, che serviranno a modernizzare le reti, potenziare i sistemi digitali e rafforzare gli impianti di energia green.
A ottobre dello scorso anno il gruppo ha collocato un green bond a tasso fisso (3,5%), durata cinque anni, da 300 milioni. Pochi giorni dopo l’ad Stefano Granella aveva annunciato che il bond era «una prova generale» per un’eventuale ipo, annunciando l’intenzione di quotarsi. Tra i soci pubblici del gruppo, oltre al Comune di Trento (5,9%) e a quello di Rovereto (4,3%), figurano Consorzio Bim-Bacino Imbrifero Montano dell’Adige di Trento (2%), Findolomiti Energia (al 33,3% ciascuno Comune di Trento, Comune di Rovereto, Trentino Sviluppo) al 48,5%. (riproduzione riservata)