Dopo aver dato oltre11 punti di distacco all’indice Stoxx Europe 600 nel 2025, le utility europee continueranno a correre anche nel 2026, e per sette tra queste lo sprint sarà ancora più deciso, con un incremento medio del prezzo obiettivo intorno al 14% e punte fino al 60%. Per chi si stesse chiedendo se è ancora un buon affare investire nei titoli del settore, la risposta che arriva dal mercato è affermativa, soprattutto se le scelte si indirizzeranno verso una manciata di società meglio posizionate per intercettare la nuova ondata di domanda elettrica. Anche senza includere il contributo dei data center energy-intensive, gli analisti stimano per le utility una crescita media degli utili intorno all’8% annuo fino al 2030 e un total shareholder return vicino al 12% che potrebbe superare il 14% con la crescente fame digitale d’energia. I data center, infatti, rappresentano un’opzione gratuita, un driver che il mercato potrebbe non aver ancora pienamente incorporato.
La panoramica più completa sul settore delle utility europee arriva da Barclays, che ha selezionato sette società, si potrebbe dire le nuove sette sorelle dell’elettricità: l’italiana Enel (già indicata tra le top picks), la francese Engie, la tedesca Rwe, le due britanniche Sse e Drax, la finlandese Fortum e la spagnola Solaria. Diverse per taglia e talvolta anche per tipologia di core business e scelte strategiche, ma accomunate dalla posizione favorevole nel nuovo super ciclo di investimenti. Ci sono titoli difensivi, altri più aggressivi e persino divisivi, ma con una traiettoria ben impostata, Segue un’altra pattuglia di utility, magari meno esplosive ma comunque sotto i riflettori per potenzialità di crescita nei business regolati e non solo: fra queste, National Grid, Elia Group, Terna, Edp Renewables.
Sul podio allargato a sette si colloca Enel, che ormai viaggia sui massimi degli ultimi cinque anni in area 9,5 euro. Chi avesse mantenuto in portafoglio il titolo negli ultimi tre anni, da quando quotava 5,36 euro, oggi beneficerebbe di un incremento di valore di circa il 77% (si veda tabella). Secondo Barclays, che ha appena ritoccato al rialzo il target price con raccomandazione overweight, Enel può arrivare a 10 euro, mentre Equita, (buy), si spinge più avanti, a 10,3. Ma c’è anche chi, come Alpha Value, ora lo vede a 11,7 euro, con un upside del 23%.
Il gruppo guidato dall’ad Flavio Cattaneo ha appena pubblicato i risultati preliminari del 2025, con una stima di utile netto ordinario superiore alla parte alta della guidance di 6,9 miliardi di euro (in linea con il consensus Bloomberg di circa 6,99 miliardi di euro) e conti trainati soprattutto dalle attività internazionali. Ma è il piano Strategico 2026-28 a catalizzare le attese degli analisti. Barclays stima un incremento medio annuo dell’utile per azione del 4% fino al 2030, superiore alle aspettative di consenso e considera Enel quotata a sconto rispetto alle altre utility integrate europee, «un fattore importante alla base del nostro rating overweight», scrivono gli analisti. Cresce anche l’attesa per un possibile ulteriore programma di buyback: Enel sta completando un riacquisto da un miliardo di euro nell’ambito di un’autorizzazione complessiva pari a 3,5 miliardi.
Barclays individua anche titoli con leve più marcate sul ciclo elettrico. Non a caso tra le «magnifiche sette» (gli analisti le chiamano proprio così), compaiono Sse, Rwe e Solaria, società che per caratteristiche industriali potrebbero beneficiare in misura davvero robusta dell’aumento della domanda.
Per Rwe è confermata la raccomandazione overweight, con target price alzato da 52 a 60 euro, che implica un upside di circa il 13%. L’attuale quotazione del titolo è di 52,9 euro, quasi il doppio rispetto ai 28,8 euro di un anno fa. La promozione dell’utility tedesca è legata soprattutto alla combinazione tra rinnovabili in espansione e generazione flessibile, che rende il gruppo particolarmente sensibile alle fasi di tensione dei prezzi dell’energia. Un ulteriore catalizzatore, secondo gli analisti, potrebbe arrivare dal meccanismo tedesco di supporto alla capacità baseload (quella sempre disponibile per garantire stabilità alla rete), atteso nei prossimi mesi, che dovrebbe garantire ritorni più elevati su circa 3 Gigawatt di nuova capacità a gas.
Tra i preferiti di Barclays, Sse mantiene invece rating overweight con target a 2.800 pence. Gli analisti sottolineano come il gruppo britannico sia molto ben posizionato per intercettare la crescita dei data center grazie a siti strategici, una significativa flotta di centrali termiche e una forte presenza nelle reti. La sola capacità che potrebbe sviluppare per progetti collegati ai data center, calcolata in circa 2 Gigawatt, viene valutata intorno a 83 pence per azione, mentre un aumento dei prezzi baseload potrebbe generare fino al 12% di ulteriore upside rispetto al target.
Promozione del prezzo obiettivo per la francese Engie, che passa da 24 (valore superato dalle attuali quotazioni) a 27 euro, conservando il giudizio overweight e aggiudicandosi un potenziale rialzo vicino al 9%. Il titolo è ai massimi dal 2021 e da allora ha più che raddoppiato il suo valore, passando da 11,8 a oltre 25 euro. Engie beneficia del progressivo rafforzamento delle attività regolamentate e di una base di utili più stabile, caratteristiche che il mercato tende a premiare in una fase ancora incerta del ciclo energetico.
Nel comparto rinnovabili spicca Solaria, più piccola ma tra i titoli più apprezzati dal broker. Il prezzo obiettivo è pari a 23,5 euro con rating overweight, rispetto a una quotazione attuale di 17,7 euro, mentre l’Eps è atteso crescere di oltre il 15%, uno dei ritmi più elevati tra le «magnifiche sette». La società spagnola ha un profilo più aggressivo rispetto alle utility tradizionali, ma proprio per questo è considerato da Barclays in grado di offrire una leva maggiore in uno scenario di domanda elettrica strutturalmente più alta. Non tutti però, premiano l’ambizione dei piani di crescita, che puntano a un raddoppio dell’ebitda entro il 2028.
Berenberg, per esempio, ha abbassato la raccomandazione da buy a hold.
La finlandese Fortum presenta un profilo diverso: Barclays ha alzato il target da 15,5 a 19 euro, comunque al di sotto dell’attuale prezzo del titolo che è di 19,4 euro, mantenendo una raccomandazione equal weight che riflette un equilibrio tra opportunità e rischi. L’esposizione al mercato finlandese e al tema dei data center resta un elemento di interesse, anche se la maggiore sensibilità ai prezzi introduce una volatilità superiore rispetto alle consorelle in categoria overweight.
Esplosiva, invece, la crescita attesa del titolo Drax. La raccomandazione overweight per la società delle rinnovabili si accompagna a un prezzo obiettivo di 1.100 pence e beneficia sia dell’esposizione al mercato britannico sia della possibile domanda energetica dei data center. In scenari di prezzi elettrici più elevati, le simulazioni indicano un potenziale incremento fino al 60%, a conferma di una leva particolarmente significativa sul ciclo elettrico.
In aggiunta alla squadra delle Magnificent Seven, Barclays mantiene una visione positiva anche su un gruppo di operatori destinati a beneficiare del super-ciclo di investimenti nell’elettrificazione europea. Spicca l’operatore belga Elia Group, per cui Barclays conferma il rating overweight e alza il target price a 136 euro dai precedenti 115. L’upgrade riflette il ruolo sempre più centrale delle reti di trasmissione nella transizione energetica: l’espansione della base regolata e l’elevata visibilità dei ritorni rendono il gruppo uno dei principali beneficiari dell’elettrificazione europea.
Visione positiva anche sulla britannica National Grid, anch’essa overweight con target price a 1.400 pence. Barclays sottolinea come le reti stiano entrando in una fase di crescita strutturale sostenuta da ingenti programmi di investimento, con un profilo di utili sempre più prevedibile, caratteristiche che rafforzano l’appeal del titolo come posizione core nei portafogli infrastrutturali.
Nel segmento dei servizi ambientali, il broker mantiene un giudizio overweight su Veolia, con target a 38,5 euro. La valutazione si fonda soprattutto sulla maggiore visibilità della crescita e su un percorso industriale che dovrebbe continuare a sostenere la creazione di valore, dopo la trasformazione realizzata negli ultimi anni.Tra le società delle rinnovabili, invece, la preferita è la portoghese Edp Renováveis, overweight con target price a 15 euro. L’esposizione diretta allo sviluppo della capacità green offre una leva naturale sulla crescita della domanda elettrica, in linea con la tesi di fondo del report.
Restando nel comparto regolato, view positiva anche sulle britanniche Pennon Group e United Utilities, entrambe overweight rispettivamente con target a 670 pence e 1.535 pence. Per Barclays il settore idrico combina investimenti sostenuti, crescita degli utili e stabilità dei flussi, che lo rendono particolarmente attraente in una fase di mercato ancora incerta. In luce anche l’altra italiana, Terna, che ha appena segnato il nuovo massimo in borsa dal 2024. La società guidata dall’ad Giuseppina Di Foggia ha raggiunto i 9,47 euro, superando i 19 miliardi di capitalizzazione e aggiornando il record precedente del 6 gennaio 2026. quando aveva toccato quota 9,4. (riproduzione riservata)