Usura, microcredito e nuovi finanziatori: ecco come il fondo del Mef si rinnova per contrastare i circuiti illegali
Usura, microcredito e nuovi finanziatori: ecco come il fondo del Mef si rinnova per contrastare i circuiti illegali
Il Fondo del ministero dell’Economia creato nel 1996 ha consentito l’accesso al credito per oltre 2 miliardi di euro a famiglie e piccole-medie imprese in temporanea difficoltà

di Silvia Valente 15/06/2026 17:01

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È operativa da oggi, 15 giugno, la riforma del Fondo del ministero dell’Economia per la prevenzione dell'usura a 30 anni dalla sua istituzione. Concretamente viene rafforzato il monitoraggio e ampliato l'ambito intervento dello strumento a nuove operazioni, come il microcredito e a diverse tipologie di finanziamenti. Lo comunica il Mef stesso in una nota, ricordando che dalla sua introduzione (con la legge 108 del 1996) il Fondo «ha consentito l’accesso al credito per oltre 2 miliardi di euro a famiglie e piccole-medie imprese in temporanea difficoltà, contribuendo a prevenire il ricorso a circuiti illegali». 

Entrando nel vivo della riforma, viene introdotto un monitoraggio più puntuale dell’utilizzo delle risorse, anche grazie a un rinnovato sistema informativo, nonché viene valorizzata «l’attività di Confidi, fondazioni e associazioni che dimostrano nel tempo una maggiore capacità di utilizzare efficacemente i fondi a favore di famiglie e pmi». La nuova disciplina - coordinata con il Fondo di garanzia per le pmi - intende semplificare e rendere più chiare le regole operative, ora raccolte in apposite disposizioni operative disponibili sul sito del Dipartimento del Tesoro.

Allo stesso tempo la riforma amplia l’ambito di intervento del Fondo Antiusura, includendo nuove operazioni come il microcredito, aprendo a nuovi soggetti finanziatori (intermediari finanziari e operatori di microcredito) oltre alle banche ed estendendo tipologie e durata dei finanziamenti. Sul sito del Dipartimento del Tesoro, che gestisce il Fondo, è pubblicato l'elenco di Confidi, fondazioni e associazioni a cui famiglie e pmi a rischio usura possono rivolgersi per l'attivazione delle garanzie sui finanziamenti o per accedere a piccoli prestiti.

Da precisare, inoltre, che i Confidi già abilitati secondo il precedente sistema potranno continuare a rilasciare garanzie con le risorse del Fondo fino al 31 dicembre 2026. Entro tale data, spiega il Mef, dovranno accreditarsi secondo le nuove regole per avviare ulteriori operazioni. Le fondazioni e le associazioni avranno tempo fino al 26 febbraio 2027 per adeguarsi, nel frattempo potranno continuare a operare secondo la normativa precedente. (riproduzione riservata)