A poche ore dal voto per le midterm, più della metà degli americani (il 54%) crede ad almeno una falsa notizia sul sistema elettorale. Secondo il Reality Gap Index di NewsGuard, condotto con YouGov dal 9 al 19 ottobre su mille adulti americani, il 54% ritiene vera almeno una di queste tre affermazioni infondate: che il voto per posta favorisca i brogli (36,8%); che gli stranieri votino in massa (30,6%); che Starlink abbia spostato voti verso Donald Trump nel 2024 (14%).
Nel secondo trimestre di questo stesso anno la quota era ferma al 36%.
Il report racconta poi un mercato dell'informazione alterato. NewsGuard conta quasi 1.200 siti che si spacciano per testate locali indipendenti ma sono finanziati da organizzazioni politiche: negli Stati Uniti li chiamano «pink slime», come gli scarti di carne rilavorati, perché imitano il giornalismo senza esserlo.
Sono più dei 937 quotidiani locali ancora attivi censiti dalla Northwestern University.
Il fenomeno è bipartisan e ha un budget astronomico. Sempre secondo NewsGuard, due reti di siti di parte, One Nation a destra e American Independent Media a sinistra, hanno speso insieme almeno 801.500 dollari nei primi otto mesi dell’anno per sponsorizzare i propri articoli su Facebook e Instagram. E l’investimento rende: il North Carolinian, sito pagato dal super Pac repubblicano Senate Leadership Fund, ha raggiunto almeno 3,6 milioni di visualizzazioni con meno di 50 mila dollari di inserzioni su Meta.
I siti di parte crescono dove l'informazione vera arretra.
Il rapporto State of Local News 2026 della Medill School, pubblicato il 13 ottobre, stima che negli Stati Uniti chiudano in media circa tre giornali a settimana. Le contee senza alcuna fonte di notizie locale sono salite a 238, 26 in più in un anno: il balzo maggiore da almeno cinque anni. Nello stesso periodo il traffico verso i siti dei quotidiani locali si è dimezzato, anche per la diffusione delle piattaforme di intelligenza artificiale che rispondono direttamente agli utenti.
E le piattaforme faticano a fare da filtro. Su X, osserva NewsGuard, il sistema di verifica collaborativa delle Community Notes non ha segnalato il 93,1% dei post falsi sulle elezioni analizzati, compresi quattro messaggi dello stesso Elon Musk.
Un sondaggio del Pew Research Center del 23 ottobre aggiunge un elemento. Solo l'8% degli americani usa chatbot come ChatGPT, Copilot o Gemini per informarsi sul voto. Chi lo fa, li impiega soprattutto per conoscere le posizioni dei candidati (76%) e per verificare notizie lette altrove (71%). È qui che i due fenomeni si incontrano: secondo NewsGuard, interrogati su candidati e temi trattati dai siti pink slime, i principali chatbot citavano proprio quelle false testate nel 48% delle risposte. In un caso Google AI Overview, Gemini e Copilot hanno ripetuto un'accusa costruita con un video deepfake contro il candidato democratico al Senato del Texas James Talarico.
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