La possibile tregua tra Stati Uniti e Iran spinge al ribasso i prezzi delle commodity, dal petrolio al gas. Il Brent viene scambiato a 97 dollari, valore che indica un calo del 5%, mentre è ancora più marcata la diminuzione del prezzo di Wti: il greggio del Texas viene scambiato a 90.85 dollari, in calo di quasi il 6%. Come per il petrolio, la concreta possibilità che la guerra Usa-Iran finisca e che si riapra lo stretto di Hormuz fa crollare il prezzo del gas. Questa mattina, al Ttf di Amsterdam, i future sono trattati a 45,97 euro al megawattora, con una flessione del 5,61%.
Questa potenziale congiuntura sembra riportare ossigeno ai metalli preziosi. L’oro in mattinata era in recupero a 4.588 dollari l’oncia con un +0,70%, così come l’argento (+2,28%) a 77,94 dollari l’oncia e il platino (+1,38%) a 1.966 dollari l’oncia.
A contribuire al calo c’è anche una novità. Dopo quasi tre mesi di fermo forzato, alcune petroliere che trasportano gas naturale liquefatto e una superpetroliera che trasporta petrolio greggio iracheno hanno lasciato lo Stretto di Hormuz e sono dirette verso il Pakistan e la Cina. Lo riporta Reuters sul suo sito con riferimento ai dati delle società di tracciamento navale Lseg e Kpler.
La nave metaniera Fuwairit, battente bandiera delle Bahamas, ha attraversato oggi lo Stretto di Hormuz. La nave è stata caricata nel porto qatariota di Ras Laffan alla fine di marzo e dovrebbe essere scaricata in Pakistan domani. Anche un'altra nave gassiera, la Al Rayyan, ha lasciato con successo lo stretto ed è in rotta verso la Cina, dove è previsto il suo arrivo a fine giugno. (riproduzione riservata)