L'amministrazione Trump ha presentato un piano per isolare l'economia iraniana minacciando di imporre sanzioni secondarie contro coloro che «facilitano» il funzionamento della Repubblica islamica.
L’amministrazione ha soprannominato il piano «Operazione Esclusione Economica», presentandolo come il «D-Day economico» dell'Iran.
«Qualsiasi entità che agevoli il riciclaggio di denaro per conto dell'Iran verrà esclusa dal sistema del dollaro statunitense», ha affermato il segretario al tesoro Scott Bessent in conferenza stampa. «Il conto alla rovescia è appena iniziato».
«Vogliamo chiarire oggi che nessuno è al di sopra delle sanzioni statunitensi», ha detto Bessent, rispondendo alla domanda se l'amministrazione avrebbe preso di mira le banche cinesi o se avrebbe evitato di farlo per preservare i rapporti con Pechino. «Se facilitano le transazioni e fanno parte dell'ecosistema che trasforma il petrolio iraniano in denaro, in repressione, saranno prese di mira», ha sottolineato Bessent.
Cinque i settori colpiti, ha reso noto il dipartimento del Tesoro: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. «Stiamo lanciando un'offensiva economica contro l'Iran in tutto il mondo», ha spiegato Bessent. «Sotto Trump, stiamo ponendo fine alla minaccia iraniana», ha assicurato. «Gli Usa bloccheranno ogni potenziale fonte di entrate per i Guardiani della rivoluzione».
L'Iran ostenta sicurezza davanti alle sanzioni secondarie decise dagli Stati Uniti contro chi fa affari con gli ayatollah.«Gli americani sanno che nessuno crede alle loro spacconate, gli Stati Uniti non sono in una condizione economica tale da voler restringere ulteriormente i rapporti con gli altri Paesi», ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammed Ghalibaf.
«I partner commerciali dell'Iran, sia attraverso i media sia nei messaggi inviati a noi, hanno dichiarato di non tenere in nessun conto queste prese di posizione». (riproduzione riservata)