Mercati azionari statunitensi resilienti, ma economia non proprio in salute nella prima fase del secondo mandato di Donald Trump. Tutto questo in un contesto macro (anche per colpa del presidente americano) caratterizzato da shock geopolitici, politiche commerciali restrittive e inflazione persistente.
Dall’inizio del 2025, nota Reuters, l’S&P 500 ha registrato una crescita di circa il 25%, in linea con la mediana storica dei primi 18 mesi presidenziali dal 1981. Una dinamica che conferma come la performance dei listini resti strutturalmente positiva nel lungo periodo, indipendentemente dal ciclo politico. Il rally è stato sostenuto in larga parte dal comparto tecnologico e, in particolare, dai titoli legati all’AI.
Il ciclo degli investimenti corporate rappresenta un ulteriore driver. Le emissioni obbligazionarie hanno raggiunto 1.520 miliardi di dollari da gennaio a fine giugno, su livelli record almeno dal 2015. La raccolta è trainata dai fabbisogni di finanziamento per infrastrutture digitali e data center, oltre che da operazioni di rifinanziamento e pipeline di m&a. Spread contenuti e domanda robusta indicano condizioni finanziarie ancora favorevoli e bilanci societari solidi.
Sul fronte macro, tuttavia, permangono elementi di frizione. I dazi all’importazione e il rialzo del prezzo del petrolio, tornato intorno ai 100 dollari al barile, hanno interrotto il processo di disinflazione. Gli indici dei prezzi restano sopra il target del 2% della Federal Reserve, alimentando l’incertezza sulle traiettorie di politica monetaria. Il reddito reale disponibile mostra segnali di stagnazione, con potenziali riflessi sulla domanda interna.
Il mercato del lavoro evidenzia un rallentamento della forza lavoro, anche per effetto delle politiche migratorie più restrittive e dell’invecchiamento demografico. In parallelo, gli investimenti nell’AI stanno sostenendo occupazione e spesa in comparti specifici, come costruzioni e tecnologia, senza tuttavia compensare il calo nel manifatturiero.
Nel complesso il quadro per i mercati azionari resta costruttivo ma selettivo. L’intelligenza artificiale continua a rappresentare il principale catalizzatore di crescita per utili e multipli, mentre il contesto macro e geopolitico introduce elementi di volatilità. Per gli investitori, la fase attuale richiede un bilanciamento tra esposizione ai temi strutturali e gestione dei rischi ciclici. (riproduzione riservata)