Usa, Bessent rassicura: gli europei non venderanno i titoli di Stato americani
Usa, Bessent rassicura: gli europei non venderanno i titoli di Stato americani
Il segretario al Tesoro americano commenta in merito alla possibilità che l’Europa, primo creditore americano, scelga azioni ritorsive contro Washington disfacendosi dei suoi asset a stelle e strisce

di Raffaele Crocitti 20/01/2026 11:20

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Scott Bessent, segretario al Tesoro americano, presente oggi al World Economic Forum di Davos, ha dichiarato, in merito alla possibilità paventata in questi giorni che gli Stati europei vendano i titoli di Stato americani come ritorsione alle politiche aggressive di Trump, tra dazi e Groenlandia: «Penso che qui ci sia una narrazione completamente fuorviante. Sfida ogni logica».

Le parole di Bessent sembrano orientate a smorzare le tensioni, da un lato, ma potrebbero far trasparire dei timori da parte degli Usa in merito al concretizzarsi di questo scenario.

Secondo il Financial Times, infatti, i Paesi Nato europei detengono in portafoglio 2,84 trilioni di Treasury Usa, per un totale di 12,6 trilioni di asset americani, secondo i dati della Fed citati dal quotidiano britannico: un’arma finanziaria di assoluta rilevanza.

Le dichiarazioni di Scott Bessent

Nonostante la continua benzina sul fuoco lanciata da Donald Trump, Bessent commenta in merito ai rapporti Usa-Europa: «Non sono mai state così stretti». E sull’attacco europeo al debito pubblico americano: «Le economie stanno bene. Abbiamo un accordo commerciale molto valido».

Il segretario Usa ha poi sottolineato la forza dell’economia americana nel contesto globale: «Il mercato del debito americano ha le migliori performance al mondo. È il mercato più liquido ed è la base di tutte le transazioni finanziarie».

Secondo il segretario al Tesoro Usa, i partner commerciali devono «fare un respiro profondo e a lasciare che le cose facciano il loro corso. La cosa peggiore che i Paesi possano fare è intensificare lo scontro con gli Stati Uniti».

L’Europa, in definitiva, ha una forza militare assai inferiore rispetto agli Stati Uniti, ma è il suo primo creditore a livello mondiale. Nella giornata di domani, mercoledì 21 gennaio, Trump interverrà a Davos e cresce l’attesa per dichiarazioni sul punto da parte del presidente. (riproduzione riservata)