Bill Ackman esce definitivamente da Universal Music Group dopo il fallimento del tentativo di acquisizione lanciato nei mesi scorsi. Il suo hedge fund, Pershing Square, ha infatti ceduto l'intera partecipazione residua nel colosso musicale, innescando un tracollo del titolo che scambia, intorno alle 10:30 del 4 giugno, in calo del 5,63% a 18,11 euro ad Amsterdam.
Secondo i documenti visionati da Bloomberg, Pershing Square ha collocato sul mercato l'intera partecipazione residua nell'etichetta discografica, pari a 80,6 milioni di azioni (e avente un valore superiore agli 1,5 miliardi di dollari), al prezzo di circa 17,66 dollari l'una. Di queste, circa 14,15 milioni di azioni sono state riacquistate dalla stessa Universal per un corrispettivo totale di circa 250 milioni di euro.
Operazione, ha dichiarato la società in una nota, che è avvenuta «in conformità con l'ulteriore autorizzazione al riacquisto di azioni proprie per un importo di 500 milioni di euro, precedentemente annunciata dal consiglio di amministrazione». Secondo fonti a conoscenza dei fatti, Ackman stima di generare un profitto di 600 milioni di dollari dal suo investimento in Universal.
La cessione mette fine ai piani di Ackman per Universal Music. Lo scorso aprile, il fondo Pershing Square di Bill Ackman aveva presentato un'offerta non vincolante per rilevare tutte le azioni in circolazione di Umg attraverso un'operazione di combinazione aziendale con una società di acquisizione registrata presso la Sec che si sarebbe quotata alla Borsa di New York.
Gli azionisti avrebbero ricevuto 5,05 euro per azione e 0,77 azioni della nuova entità per ogni azione di Universal Music posseduta. Il consiglio di amministrazione di Universal Music aveva tuttavia respinto l'offerta, sostenendo che sottovalutasse in modo sostanziale e significativo il gruppo.
In ogni caso, il deal aveva già suscitato lo scetticismo degli addetti ai lavori, dato che per avere successo l'offerta avrebbe dovuto ottenere il via libera di due terzi degli investitori e l'okay del miliardario francese Vincent Bolloré che, con la sua holding, è l'azionista di maggioranza di Umg, con il 18,5%. Lo stesso Cyrille Bolloré, figlio del miliardario, aveva invitato gli azionisti della società a rifiutare l'offerta del suo fondo Pershing Square, in quanto troppo bassa. (riproduzione riservata)