Unipol, ecco come l’opas su Mps di Intesa Sanpaolo può aumentare utili e dividendi della compagnia di Cimbri
Unipol, ecco come l’opas su Mps di Intesa Sanpaolo può aumentare utili e dividendi della compagnia di Cimbri
Unipol, secondo Berenberg, può rafforzarsi molto grazie all’operazione sulle filiali di Mps e all’aumento della quota in Bper con effetti positivi su utili, dividendi e valutazione del titolo. Ecco il nuovo target price

di Francesca Gerosa 12/06/2026 10:05

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Unipol l’8 giugno ha presentato un'offerta per acquistare da Intesa Sanpaolo 635 filiali di Monte dei Paschi di Siena dalla banca guidata da Carlo Messina, un'operazione destinata a scattare all'indomani del successo dell'opas lanciata da Ca’ De Sass sul Monte. Il tutto per un valore fino a 3,5 miliardi di euro, da finanziare in parte tramite un aumento di capitale con diritto di opzione da 2,5 miliardi di euro.

L'integrazione tra Bper e Mps

Successivamente Unipol intende proporre alla propria partecipata, Bper Banca, di cui detiene il 20% del capitale, un’integrazione con Mps in cambio di una quota maggiore nell’istituto emiliano. Sebbene vi siano numerose condizioni che devono essere soddisfatte prima che quest’operazione possa essere conclusa, Berenberg ritiene che i benefici economici per Intesa Sanpaolo, Bper e, naturalmente, Unipol siano così significativi da rendere altamente probabile che l'operazione venga completata secondo quanto illustrato dalla compagnia assicurativa guidata da Carlo Cimbri nella presentazione dell'8 giugno.

Le stime sull'utile netto e i dividendi

In particolare, Berenberg ha stimato che l'incremento pro-forma dell'utile netto di Unipol sia del 50%, quello dell'utile per azione del 25% e che, sebbene l'operazione implichi un dividendo per azione invariato nel 2026 invece di un aumento del 5%, il dividendo recupererà in larga misura il ritmo attualmente previsto dal consenso nel 2027 e lo supererà del 12% nel 2029.

Le tre fasi dell'operazione finanziaria

L’operazione proposta prevede tre fasi. La prima che Unipol acquisisca da Intesa Sanpaolo, per 3,5 miliardi di euro, 635 filiali, con un coefficiente Cet1 del 16%, nessun credito deteriorato e una capacità attesa di generare utili compresa tra 430 e 460 milioni di euro. Questo ramo bancario scorporato sarà denominato Banca Monte dei Paschi e Unipol finanzierà l'acquisizione tramite un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro e per la parte restante con risorse interne.

La seconda fase prevede che Unipol offra Mps a Bper in cambio di una quota aggiuntiva del10% nella banca risultante dall'operazione. La terza prevede che la compagnia valuti la conversione dell'attuale partecipazione del 9,99% in Bper detenuta sotto forma di derivati, aumentando così potenzialmente la propria quota nella banca guidata da Gianni Franco Papa fino al 40% circa.

Le condizioni

Diverse le condizioni necessarie affinché l'operazione si realizzi. La prima è che Intesa Sanpaolo ottenga il controllo di Mps, scorpori metà dell'attività bancaria retail per soddisfare le esigenze dell'antitrust e venda tale ramo scorporato a Unipol. La seconda è che Bper accetti di acquistare Mps da Unipol. La terza è che gli azionisti dell’ex popolare approvino la fusione tra Mps e Bper, evitando il rischio che Unipol sia costretta a lanciare un'offerta pubblica d’acquisto (opa) su Bper.

Ebbene, nella sua simulazione, Berenberg ha assunto che Unipol realizzi l'aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro entro la fine del 2026 e che, come indicato nella propria presentazione, aumenti la distribuzione agli azionisti da 800 milioni di euro nel 2025 a 930 milioni nel 2026, consentendo così al dividendo di rimanere invariato. Inoltre, Berenberg si aspetta che Bper acquisisca Mps tramite una fusione nel 2027 e che le sinergie di costo previste, pari a 500 milioni, siano pienamente realizzate entro il 2029.

Il nuovo prezzo obiettivo sul titolo Unipol

Alla luce di ciò Berenberg ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo Unipol (+2,20% a 23,72 euro in borsa il 12 giugno) da 29,20 a 32,50 euro sulla base della valutazione della somma delle parti, spostandola al 2029, quando le sinergie di costo dovrebbero essere completamente realizzate. «Al nostro nuovo prezzo obiettivo, Unipol tratterebbe a 10,8 volte la nostra nuova stima di eps prevista per il 2029 a 2,4 euro per azione (2 euro per azione nel 2026, ndr)», precisa Berenberg.

Un’operazione destinata a superare ogni aspettativa

In particolare, in base alle nuove stime riviste a rialzo, riviste a rialzo, Berenberg si attende che l’utile netto di Unipol passi dagli 1,45 miliardi attesi a fine 2026 a 1,809 miliardi nel 2030, il 58% in più rispetto alla stima del consenso, con un eps a 2,5 euro per azione nel 2030, il 36% in più della stima del consenso, e un dividendo a 1,37 euro per azione nel 2030 (25% in più della previsione del consenso) dagli 1,18 euro stimati per l’esercizio 2026. 

L'esercizio dei derivati e la quota in Bper

«Ci aspettiamo anche che Unipol eserciti nel 2029 metà delle posizioni in derivati relative al 9,99%, aumentando la propria quota in Bper dal 30% a seguito della fusione tra la stessa e Mps al 35%, ed eserciti il restante 5% nel 2030, portando la partecipazione in Bper al 40%. Stimiamo che il costo complessivo per l’esercizio dell’intera posizione in derivati pari al 9,99% sia pari a 2 miliardi di euro», calcola Berenberg. (riproduzione riservata)