L’unione tra Bper e Mps crerà il secondo gruppo bancario italiano che si chiamerà Banca Monte dei Paschi e avrà oltre 2.600 sportelli e 170 miliardi di impieghi
È questa l’operazione approvata dal consiglio di amministrazione di Unipol. Il gruppo assicurativo di Bologna, presieduto da Carlo Cimbri, che detiene poco meno del 20% di Bper, si è impegnato ad acquistare da Intesa Sanpaolo - subordinatamente al perfezionamento dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa dalla stessa Intesa su Mps, annunciata al mercato l’8 giugno e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni - l’intero capitale sociale di una banca che sarà titolare di uno specifico compendio aziendale di Mps (definito «compendio Unipol») comprensivo di 635 filiali e delle strutture e attività centrali necessarie ad operare in modo indipendente.
Poiché l'acquisizione è subordinata al conseguimento del controllo di Mps da parte di Intesa Sanpaolo nell’ambito e all’esito dell’opas, informa una nota, né Intesa né Unipol dispongono di dati contabili e informazioni non pubbliche relative a Mps e, pertanto, l'esatto perimetro del «Compendio Unipol »verrà determinato solo in seguito al perfezionamento della predetta Opas.
Sulla base delle stime preliminari effettuate, il «Compendio Unipol» risulterebbe al 31 dicembre 2025 composto da: 635 filiali; raccolta diretta di circa 55 miliardi di euro; impieghi a clientela di circa 42 miliardi di euro; utile netto compreso tra 400 e 460 milioni di euro, Cet 1 Capital Ratio pari al 16%; Risk Weighted Assets pari a massimi 20 miliardi di euro, il marchio Monte dei Paschi di Siena; circa 2 milioni di clienti.
Non faranno parte del «compendio Unipol» le attività e le passività relative al Large Corporate e Investment Banking, le principali partecipazioni di Mps, i crediti deteriorati, il rischio relativo al contenzioso esistente non afferente alle filiali del Compendio Unipol.
Le filiali della banca saranno inoltre libere da vincoli distributivi su prodotti assicurativi. Il corrispettivo massimo dell’acquisizione sarà pari a 3,5 miliardi di euro e verrà calcolato, a esito dell'Opas, sulla base, tra l'altro, dell'utile netto del «compendio Unipol». L'acquisizione è subordinata inoltre all'ottenimento delle autorizzazioni e nulla osta da parte delle competenti Autorità di Vigilanza richieste dalla disciplina vigente.
Dal punto di vista strategico, l'acquisizione è volta a consentire ad Unipol di rafforzare il posizionamento nel mercato bancario italiano, incrementando la capillarità distributiva, la penetrazione commerciale e, di conseguenza, la raccolta assicurativa facendo leva sui propri prodotti distintivi, consolidando di conseguenza il secondo posto nel settore assicurativo italiano; diversificare le fonti di ricavo, incrementando il contributo del comparto bancario alla redditività complessiva e la resilienza degli indicatori di solvibilità anche attraverso una riduzione della volatilità intrinseca; migliorare il profilo reddituale, attuale e prospettico, accelerando l'esecuzione della strategia del Piano 2025-2027 e il conseguimento dei relativi obiettivi.
In questa prospettiva, è intenzione di Unipol offrire a Bper Banca la combinazione con la banca proponendo altresì di denominare la Combined Entity Banca Monte dei Paschi, hanno spiegato dalla compagnia. «Le modalità con cui addivenire alla combinazione dovranno essere in ogni caso funzionali a consentire a Unipol di conseguire il controllo di fatto su Bper», hanno aggiunto. La definizione di tali modalità sarà rimessa alla negoziazione con i competenti organi sociali di Bper, nel rispetto della disciplina in materia di operazioni con parti correlate, fermo restando che Unipol non intende promuovere alcuna offerta pubblica di acquisto o scambio sulle azioni di Bper.
Ove Bper valutasse positivamente la combinazione, la valenza strategica e industriale della stessa verrebbe ulteriormente rafforzata ponendo le basi per la creazione di un nuovo campione italiano nel settore bancario nazionale che si posizionerebbe al secondo posto, in particolare nella raccolta diretta, nei prestiti alla clientela e nel numero di sportelli, beneficiando di una forte complementarità industriale e territoriale, fattori in grado di preservare il modello di business vicino ai rispettivi territori di riferimento, spiegano ancora da Bologna.
«L'ulteriore radicamento territoriale, con il rafforzamento del posizionamento come primo operatore in Lombardia, e il forte salto dimensionale in alcune delle regioni ad alto potenziale (ad esempio, Toscana e Veneto), consentendo una capillarità della rete su tutto il territorio nazionale che garantisce una forte vicinanza alla clientela, al territorio e a tutti gli stakeholders; il consolidamento del sistema bancario domestico, guidato da primari operatori nazionali con azionisti "core" italiani, valorizzando il marchio della banca più antica del mondo e il relativo radicamento territoriale, preservandone al contempo il profilo identitario e storico; la creazione di significative sinergie di costo e di ricavo, stimate in via preliminare pari a oltre 800 milioni di euro, quale driver di creazione di valore, ad ulteriore rafforzamento del razionale strategico dell’operazione».
La nascente Banca Monte dei Paschi, «forte di oltre 2.600 sportelli bancari, circa 170 miliardi di euro di impieghi a clientela e circa 225 miliardi di euro di raccolta diretta, oltre a unire una storia plurisecolare con l'eredità delle più importanti ex-banche popolari italiane, ne amplificherà il valore economico, la rilevanza sociale e il posizionamento sul mercato, si legge ancora nella nota».
Nel contesto dell'acquisizione, Unipol sottoporrà a una prossima assemblea straordinaria degli azionisti la proposta di delega al cda della facoltà di aumentare il capitale sociale, in una o più tranche, per un ammontare massimo complessivo (comprensivo di sovrapprezzo) pari a 2,5 miliardi di euro, mediante emissione di azioni ordinarie senza valore nominale da offrire in opzione agli aventi diritto, nonché le inerenti modifiche statutarie che dovranno essere approvate da Ivass.
I termini definitivi dell'aumento di capitale, quali il prezzo di emissione delle nuove azioni e il rapporto di opzione, saranno determinati dal consiglio di amministrazione in prossimità dell'avvio dell'offerta in opzione, che si prevede possa essere completata nel corso del 2026 tenendo conto delle condizioni di mercato.
Le principali cooperative azioniste di riferimento della società, titolari di circa il 49% del capitale sociale, hanno già manifestato la loro disponibilità all'adesione all'aumento di capitale per le quote di rispettiva competenza.
A esito dell'operazione Unipol stima che verrebbe confermata la solidità patrimoniale del gruppo con un Solvency Ratio superiore al 200%, con sottostante un Solvency Ratio del solo comparto assicurativo superiore al 280% e un Cet1 Capital Ratio del comparto bancario risultante dalla Combinazione superiore al 15%. Unipol stima che già a valere sull'esercizio 2026 la remunerazione degli azionisti possa prevedere la distribuzione di un monte dividendi pari ad almeno 930 milioni di euro rispetto ai circa 800 milioni di euro riferiti all’esercizio 2025.
Nell'ambito dell'operazione Unipol è assistita da Rothschild & Co, in qualità di advisor finanziario, e da Chiomenti, in qualità di advisor legale. (riproduzione riservata)