Il Canada come ventottesimo Stato dell’Unione europea? Non proprio, ma la richiesta della presidente della Commissione Ursula von der Leyen di far diventare il Paese nordamericano il primo «membro associato» dell’Ue è un passo importante nelle relazioni tra le due sponde dell’Atlantico.
La presidente ha proposto un’alleanza con Ottawa su tecnologia, materie prime critiche, energia e difesa. Ma il nuovo status annunciato è una novità per l’Unione e i dettagli non sono ancora stati resi noti.
Si può solo ipotizzare quanto possa valere questo passo in avanti nella storia delle relazioni tra i due colossi mondiali. Il Canada ha l’11esimo pil mondiale con 2.510 miliardi di dollari nel 2026, con un tasso di crescita previsto dell’1,1%. Basti pensare che, se inserito nell’Unione, sarebbe il quarto Paese più ricco, dietro a Germania, Francia e Italia. Inoltre, Ue e Canada insieme rappresentano una popolazione combinata di circa 490 milioni di persone, quasi un quinto del pil mondiale e circa il 19% degli scambi globali di beni e servizi. E nel 2025 le relazioni economiche tra le due sponde dell’oceano sono ammontate a oltre 130 miliardi di euro.
Per quanto riguarda i settori specifici sui quali dovrebbe vertere l’accordo Bruxelles-Ottawa, tra i principali ci sono quello energetico e quello delle materie prime: il Canada è il sesto produttore di energia al mondo per un valore totale di 285 miliardi di dollari all’anno. Terzo al mondo per riserve stimate di petrolio, dopo Venezuela e Arabia Saudita, quinto produttore mondiale di gas naturale e terzo produttore mondiale di energia idroelettrica.
Anche sulle terre rare, uno dei punti deboli dell’Unione europea, Ottawa è tra i principali player globali: con riserve stimate in oltre 300 miliardi di dollari per i sei minerali prioritari (litio, cobalto, nichel, rame, grafite ed elementi delle terre rare), negli ultimi anni sta puntando a colmare il gap con i cinesi, anche mediante incentivi alle aziende per l’estrazione.
Per quanto riguarda la tecnologia, il settore in Canada vale circa 100 miliardi di dollari all’anno e occupa oltre 1,5 milioni di lavoratori. Mentre a proposito della difesa, lo Stato nordamericano nel 2024 ha generato oltre 17 miliardi di dollari di ricavi, con le esportazioni che hanno raggiunto gli 8 miliardi.
Ancora non si conosce in che modo il Canada diventerà «membro associato». Esistono già diverse forme di relazione per i Paesi che non fanno parte a pieno titolo dell'Unione: la Norvegia, ad esempio, è integrata nel mercato unico e collabora su iniziative comuni in materia di difesa. Così come la Svizzera e il Regno Unito che hanno con l'Ue accordi particolari. Però lo status di «membro associato» è una novità e alcuni nodi cruciali vanno ancora sciolti, il primo su tutti se il Canada avrà il diritto di voto nelle istituzioni europee.
Intanto, sembra che Ottawa sia già in trattativa con Bruxelles per aderire al programma di scambio Erasmus+, ai finanziamenti di ricerca di Horizon Europe e al riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali. (riproduzione riservata)