Unicredit pronta a superare il 58% di Commerzbank alla fine dell’ops
Unicredit pronta a superare il 58% di Commerzbank alla fine dell’ops
Previsioni ottimistiche alla vigilia della chiusura dell’ops di Unicredit sull’istituto. Dopo la riapertura le adesioni sarebbero salite al 15%. Considerando il 26,7% già detenuto e il 16,42% in derivati, l'esposizione potenziale si porterebbe al 58,2%. Più che sufficiente per il controllo

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 02/07/2026 21:00

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Alla chiusura dell’ops di oggi Unicredit dovrebbe attestarsi oltre il 58% potenziale di Commerzbank grazie all’ulteriore aumento delle adesioni registrato nelle due settimane di riapertura dell’offerta. I risultati ufficiali saranno diffusi l'8 luglio, ma le indicazioni raccolte sul mercato convergono su adesioni intorno al 15%, in aumento rispetto al 12,5% stimato la scorsa settimana.

Lo sprint è stato favorito anche dall'andamento del titolo Unicredit visto che il rally degli ultimi giorni ha ampliato il premio implicito dell'offerta, portandolo oltre il 5%. In pratica, per gli azionisti di Commerz è diventato progressivamente più conveniente aderire all'ops, contribuendo ad accelerare i conferimenti nella fase finale dell'operazione.

La struttura dell'azionariato e il controllo della governance

Sommando il 15% di adesioni al 26,7% già detenuto da Unicredit, al 3,22% di derivati con diritti di voto e al 13,2% di derivati cash regolati in contanti, l'esposizione dell'istituto arriverebbe appunto al 58,2%. Dal punto di vista societario, tuttavia, la quota rilevante ai fini dei diritti di voto resta nell'ordine del 45%, livello che secondo gli analisti è già sufficiente per assicurare alla banca italiana il controllo della governance di Commerz.

La quota raggiunta consentirà a Unicredit di esprimere dieci dei venti rappresentanti degli azionisti nel consiglio di sorveglianza (che sarà eletto nel 2027), compreso il presidente, che dispone di voto doppio in caso di parità. Questa posizione garantirebbe una maggioranza di fatto nelle decisioni dell'organo e consentirebbe di procedere successivamente alla nomina del management.

Il piano di Andrea Orcel per il rilancio di Commerz

L'insediamento di un nuovo vertice rappresenterebbe il primo passo per l'attuazione del piano elaborato da Andrea Orcel per rilanciare Commerz. L'aspettativa del mercato è che il nuovo management possa avviare un percorso di trasformazione ispirato alla strategia Unlocked, con interventi di efficientamento, investimenti tecnologici e razionalizzazione dell'organizzazione. Tale processo potrebbe comportare costi di ristrutturazione e maggiori investimenti nella fase iniziale, incidendo temporaneamente sulla capacità di distribuzione degli utili di Commerz e coinvolgendo anche gli azionisti di minoranza.

I prossimi passi: l'autorizzazione della Bce

La chiusura dell'ops non segnerà la fine dell'operazione. Si apre ora la fase autorizzativa destinata a durare alcuni mesi. Bce avrà fino a 90 giorni per autorizzare la salita di Unicredit sopra il 30% di Commerz e, durante questo periodo, l'istituto non potrà incrementare la propria partecipazione.

Una volta ottenuta l'autorizzazione, invece, la situazione cambierà radicalmente.

A quel punto Piazza Gae Aulenti potrà acquistare liberamente azioni Commerz in borsa senza che questo faccia scattare l'obbligo di promuovere una nuova offerta. Diverso il caso delle operazioni fuori mercato. Qualora nei dodici mesi successivi alla chiusura dell'ops la banca acquistasse azioni o stipulasse nuovi swap a un prezzo superiore rispetto a quello dell'offerta, dovrebbe riconoscere in contanti la differenza agli azionisti che avevano aderito all'ops. Trascorso un anno, questo obbligo decadrà e Unicredit avrà le mani libere.

L'impatto sul mercato e le reazioni degli investitori

A offerta conclusa, la liquidità del flottante potrebbe ridursi. La ragione è che il governo tedesco con il suo 13% e il retail sono poco propensi a vendere, mentre i fondi passivi dovranno ribilanciare le partecipazioni in funzione del nuovo assetto azionario e Unicredit non potrà acquistare fino all’ok Bce. La combinazione di questi effetti potrebbe aumentare la volatilità del titolo nei prossimi mesi.

Nel frattempo per i grandi investitori la lettura del deal resta duplice. Alcuni considerano il controllo di Commerz un passaggio decisivo nella costruzione della banca paneuropea voluta da Orcel e sono favorevoli a destinare il capitale disponibile al completamento del progetto, anche rinviando buyback e distribuzioni straordinarie. Altri investitori, invece, chiedono maggiore visibilità sui tempi di esecuzione e temono che il gruppo possa rimanere troppo a lungo in una fase di incertezza. (riproduzione riservata)