Unicredit prepara l’assalto finale a Commerzbank: allo studio la spallata al cda tedesco
Unicredit prepara l’assalto finale a Commerzbank: allo studio la spallata al cda tedesco
Il gruppo guidato da Andrea Orcel attende gli ultimi via libera regolamentari per convocare un’assemblea straordinaria. Nel mirino il controllo della banca e il rinnovo dei dieci consiglieri degli azionisti

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 29/09/2026 09:50

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Unicredit si prepara ad aprire la fase decisiva della partita per Commerzbank. Andrea Orcel starebbe lavorando a un piano per assumere il controllo della seconda banca tedesca e intervenire sulla sua governance, con la possibilità di convocare già a gennaio un’assemblea straordinaria degli azionisti.

Secondo il Financial Times, il passaggio chiave resta il completamento dell’iter autorizzativo: ottenuti gli ultimi via libera regolamentari, Piazza Gae Aulenti potrebbe accelerare e portare il dossier al voto dei soci. La tabella di marcia prevederebbe che Unicredit possa arrivare al controllo entro la fine di febbraio.

La conquista del consiglio di sorveglianza

A quel punto il gruppo italiano punterebbe a sostituire tutti e dieci i rappresentanti degli azionisti nel consiglio di sorveglianza di Commerzbank, composto da venti membri. Il rinnovo di quella componente consentirebbe a Unicredit di conquistare di fatto la maggioranza nell’organo di supervisione e di incidere direttamente sulle scelte strategiche della banca.

Sarebbe il passaggio più netto compiuto finora da Orcel in una partita iniziata due anni fa e segnata da un duro confronto con Berlino. Il governo tedesco aveva inizialmente contrastato l’ipotesi di una presa di controllo da parte del gruppo italiano. Nel frattempo Unicredit ha rafforzato la propria posizione, costruendo una partecipazione vicina al 50% del capitale e rendendo sempre più difficile ignorare il tema degli assetti futuri di Commerzbank.

La posizione tedesca si è quindi ammorbidita, pur senza trasformarsi in un sostegno incondizionato all’operazione. Berlino continua a porre alcuni paletti: il mantenimento della quotazione di Commerzbank, la sede centrale a Francoforte e la continuità del ruolo della banca nel finanziamento delle medie imprese tedesche, sia sul mercato domestico sia nelle loro attività internazionali. Condizioni che riflettono il peso sistemico e politico attribuito all’istituto nell’economia del Paese.

Il governo federale conserva inoltre una partecipazione del 13,3%, eredità del salvataggio del 2009 durante la crisi finanziaria globale. In quell’occasione lo Stato tedesco ottenne anche il diritto di designare due componenti del consiglio. La presenza pubblica resta quindi un elemento centrale negli equilibri dell’istituto e rende il confronto sulla governance particolarmente delicato. Il progetto di Orcel, tuttavia, non si fermerebbe al consiglio di sorveglianza.

L'ipotesi di riassetto dei vertici operativi

Reuters ha riferito nei giorni scorsi che l’amministratore delegato di Unicredit punta a cambiamenti profondi anche al vertice operativo, compresa l’uscita dell’attuale ceo Bettina Orlopp e del presidente Jens Weidmann. Se confermato, il disegno indicherebbe la volontà di passare da una presenza azionaria molto rilevante a un controllo pienamente esercitato, con una nuova struttura di comando.

La convocazione di un’assemblea straordinaria rappresenterebbe dunque il punto di svolta. Finora Unicredit ha costruito la propria posizione attraverso l’aumento della quota e il confronto con autorità e governo tedesco. Il passaggio successivo sarebbe usare quel peso azionario per ridisegnare gli organi societari e imprimere una nuova direzione alla banca.

Restano due variabili decisive. La prima riguarda tempi e condizioni delle autorizzazioni ancora necessarie. La seconda è la reazione di Berlino davanti a un progetto che, pur nel quadro di una maggiore apertura, toccherebbe direttamente il controllo di uno dei principali istituti del Paese. Né Unicredit né Commerzbank hanno commentato nell’immediato le indiscrezioni Se la sequenza indicata dovesse concretizzarsi, i primi mesi del 2027 potrebbero chiudere una delle più lunghe battaglie bancarie europee degli ultimi anni.

Dopo aver accumulato una quota prossima alla maggioranza, Orcel si prepara ora a trasformare la forza azionaria in potere di governance. Il consiglio di sorveglianza diventerebbe così il terreno decisivo della partita. (riproduzione riservata)