Unicredit, Andrea Orcel riprende il servizio titoli
Unicredit, Andrea Orcel riprende il servizio titoli
Internalizzati in Italia il back-office e la custodia, ceduti nel 2008 a SocGen. Il big creditizio razionalizza i fornitori. Le attività di securities serviranno a una piattaforma unica per il gruppo

di di Andrea Deugeni 21/10/2026 22:00

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Dopo 20 anni outsourcing Unicredit riporta le lancette indietro al 2006 sui securities services, i servizi titoli e post-trading che rappresentano l’insieme delle attività operative, amministrative e di controllo che una banca fornisce ai propri clienti investitori per gestire l’intero ciclo di vita di uno strumento finanziario, dopo l’acquisto o la vendita.
 

La banca guidata da Andrea Orcel ha ricomprato in Italia da Société Generale le attività di back-office che aveva esternalizzato vendendo al gruppo francese la vecchia 2S Banca e servizi analoghi dell’ex Capitalia per poco meno di 600 milioni. Non sono stati resi noti i dettagli finanziari dell’operazione che comporta anche il rientro nel perimetro di gruppo di 54 dipendenti, fra Milano e Torino.

L'esternalizzazione dei servizi avviata nel 2008

Nel 2008 Piazza Gae Aulenti aveva ceduto a SocGen i servizi di clearing, custodia titoli, banca depositaria e amministrazione dei fondi con 102 miliardi di euro di patrimoni in custodia e 27 miliardi in amministrazione fra Italia e Lussemburgo.

Alla cessione si era accompagnata l’esternalizzazione dei servizi con un contratto in scadenza nel 2026: Sociètè Generale Securities Services diventava il fornitore esclusivo in Italia del back-office del gruppo Unicredit, permettendo alla banca di ridurre i costi. Rafforzandosi sul mercato tricolore, i francesi diventavano invece il secondo operatore nei servizi di custody, attualmente tra i primi tre in Europa. All’epoca l’unità italiana contava 435 dipendenti.
 

Con quest’operazione Unicredit punta a riportare al proprio interno attività considerate strategiche, riducendo la dipendenza da un fornitore esterno e migliorando l’utilizzo dei dati aziendali, da mettere in sinergia con altri servizi di gruppo.

Il riassetto delle attività e le partnership strategiche

Incassato il via libera della Bce a salire fino al 50% di Commerzbank, Unicredit dà seguito anche a quanto annunciato al mercato a gennaio 2025 sul riassetto dei servizi di custodia titoli, deal che oltre all’Italia avrà effetti anche in Germania. Il progetto prevede di uniformare i processi con un team unico e i fornitori nei due Paesi con oltre 200 assunzioni o riqualificazioni di risorse interne, di cui 140 in Germania.

Un secondo tassello era arrivato lo scorso settembre con la doppia scelta di Bnp Paribas come partner per i servizi di custodia in Italia, Germania e Lussemburgo e del broker Fnz per lo sviluppo della piattaforma di post-trading in cloud destinata all’operatività tedesca. Ora a gestire l’infrastruttura sarà un gruppo di persone totalmente interno a Unicredit a cui sono aggiunti altri 25 banker nell’area digital fra Italia, Germania e Polonia.

Il piano di derisking e l'integrazione con Hvb

Mentre prepara l’acquisizione di Commerzbank, sempre in Germania Orcel lavora anche al derisking di un miliardo di crediti immobiliari attraverso cartolarizzazioni sintetiche. L’obiettivo è liberare capitale da mettere a servizio di nuovi prestiti, quelli che lo Stato tedesco, al 12,7% di Commerz, gli chiede per sostenere le pmi teutoniche in cambio dell’ok definitivo alle nozze con Hvb. (riproduzione riservata)