Unicredit non partecipa all’assemblea Commerzbank. Ma sale al 38,87% potenziale della banca tedesca
Unicredit non partecipa all’assemblea Commerzbank. Ma sale al 38,87% potenziale della banca tedesca
Francoforte ha bocciato l’ops ma per ora Piazza Gae Aulenti conferma l’offerta e non rilancia. Si allarga intanto la posizione in derivati. Occhi puntati sullo Stato tedesco che ha il 12,11%

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 19/05/2026 11:00

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Unicredit non ha depositato le azioni per partecipare all’assemblea della partecipata Commerzbank, su cui ha in corso una ops. L’assise si terrà domani, mercoledì 20, ma, secondo quanto riporta Bloomberg, Piazza Gae Aulenti diserterà l’appuntamento (la record date scadeva il 13 maggio) pur avendo in portafoglio il 26,77% del capitale e derivati su un ulteriore 12%, per un pacchetto complessivo del 38,87% secondo gli ultimi dati della Bafin.

La quota è così composta: il 26,77% di Commerzbank in azioni fisiche più un 3,22% in derivati regolabili in azioni e 8,88% detenuta in derivati regolabili unicamente in contanti. All’assemblea potrebbero invece prendere parte gli altri soci forti di Commerz, dallo Stato tedesco (12,11%) a BlackRock (5,1%) fino a Nomura (2,24%), mentre Jefferies ha una partecipazione potenziale dell’11,09%.

Il muro di Commerzbank contro l'offerta italiana

Il confronto tra i due istituti si è surriscaldato negli ultimi giorni negli ultimi giorni, proprio mentre l’ops compie il giro di boa delle prime due settimane. Lunedì 18 i consigli di gestione e il consiglio di sorveglianza della banca tedesca hanno bocciato la proposta dell'istituto italiano e consigliano agli azionisti di non aderire all'operazione.

In una nota l'offerta (che prevede un concambio di 0,485 azioni Unicredit per ogni azione in adesione) è liquidata così: «Non offre un premio adeguato» (gruppo valorizzato circa 37 miliardi di euro, meno dei 40 miliardi di capitalizzazione) e non è accompagnata da «un piano strategico coerente e credibile» per una possibile integrazione tra i due istituti.

Le critiche al piano industriale e la replica di Orcel

Uno dei punti più critici riguarda il piano industriale delineato da Unicredit. Secondo Commerzbank, il gruppo italiano starebbe sottovalutando i costi, i tempi e le difficoltà operative dell’integrazione. In particolare vengono citati i tagli al personale previsti, la complessa integrazione informatica e i rischi di perdita di ricavi nel business corporate a causa delle sovrapposizioni tra le due reti commerciali.
 

Diretta la replica di Unicredit: «Prendiamo atto del documento e ne esamineremo attentamente il contenuto. Dissentiamo profondamente da molte delle argomentazioni presentate, ritenendole prive di fondamento e di dati a supporto. Risponderemo dopo aver esaminato le questioni», è stata la replica della banca che per ora non intende rilanciare.
 

Se il no all'ops alle attuali condizioni è netto, Commerz lascia comunque aperta la porta al dialogo. Afferma di essere disponibile a discutere con Unicredit qualora venga riconosciuto agli azionisti «un premio interessante» e venga presentato un progetto capace di valorizzare «i punti di forza del modello di business e della sua strategia», conclude la nota. Il confronto comunque è sempre più acceso, come sintetizza martedì 19 un titolo della Faz: «Orlopp contro Orcel, Commerzbank contro Unicredit».


Intanto, sul fronte Russia, dal ministero delle Finanze di Mosca hanno fatto sapere che Piazza Gae Aulenti non ha ancora presentato alcuna richiesta alla commissione per gli investimenti esteri del governo russo in merito alla vendita della propria filiale nel Paese.

A inizio mese Unicredit ha comunicato di aver raggiunto un accordo non vincolante per la vendita di parte della sua filiale moscovita AO Bank a un «investitore privato ben consolidato negli Emirati Arabi Uniti con relazioni di lungo corso con la comunità istituzionale e imprenditoriale locale», aggiungendo che manterrà in Russia solo la propria attività nel settore dei pagamenti. (riproduzione riservata)