Andrea Orcel è disponibile per un nuovo mandato alla guida di Unicredit. L’attuale contratto del ceo scadrà nell’aprile 2027 e il banchiere ha escluso l’ipotesi di un’uscita anticipata. «Spetta deciderlo agli azionisti, ma io sono entusiasta. Sono davvero molto entusiasta», ha dichiarato a Bloomberg Tv a ridosso della presentazione del bilancio del gruppo e dell’aggiornamento di priorità e obiettivi fino al 2030. Un messaggio analogo a quello lanciato nei giorni scorsi dal consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, che si è detto anche lui disponibile per un nuovo incarico.
«Insieme al team abbiamo iniziato un'avventura», ha aggiunto Orcel. «Abbiamo sbloccato risultati, abbiamo ottenuto molto più di quanto pensassimo fosse possibile. E ora stiamo iniziando un'altra avventura. Tutti in Unicredit sono piuttosto entusiasti, motivati, galvanizzati dai nuovi risultati. E io vorrei restare», ha ammesso, spiegando di non avere «altri piani».
Nel corso dei due mandati al vertice della banca il miglioramento dei conti è stato accompagnato da una politica di distribuzione del capitale particolarmente incisiva. Ora Unicredit ha annunciato l’impegno a restituire 50 miliardi agli azionisti entro il 2030, attraverso una combinazione di dividendi e programmi di riacquisto di azioni proprie. Si tratta di uno degli obiettivi di remunerazione più rilevanti nel settore bancario europeo per dimensione e orizzonte temporale.
Il mercato ha accolto positivamente l’aggiornamento strategico. Lunedì 9 il titolo Unicredit ha registrato un rialzo del 6,4%, confermando la fiducia degli investitori nella capacità del gruppo di mantenere elevati livelli di redditività e di gestione del capitale. Nel complesso, dall’arrivo di Orcel alla guida della banca, le azioni hanno moltiplicato il loro valore di oltre sette volte, riflettendo il cambiamento del profilo finanziario dell’istituto e una riduzione della percezione del rischio rispetto al passato.
Il rafforzamento patrimoniale e la performance del titolo hanno permesso a Unicredit di assumere posizioni rilevanti nel capitale di alcuni istituti europei. In particolare, il gruppo ha costruito partecipazioni prossime al 30% nella greca Alpha Bank e nella tedesca Commerzbank alimentando le ipotesi su possibili operazioni di consolidamento.
In particolare su Commerz Orcel ha dichiarato: «Rispettiamo la banca tedesca e siamo soddisfatti del contributo della nostra partecipazione, ma siamo in situazioni differenti. Per quanto ci riguarda, se gli azionisti di Commerzbank decideranno di voler aderire a ciò che siamo in grado di generare e riconosceranno che il nostro blueprint crea valore, per noi va bene».
Il ceo ha però escluso operazioni che possano risultare penalizzanti per la banca: «Ciò che non faremo è compromettere i rendimenti e il razionale industriale del core di Unicredit lanciandoci in un'acquisizione che sia diluitiva per gli azionisti. Se questa fosse la situazione, continueremo semplicemente a non muoverci». (riproduzione riservata)