Unicredit, Orcel dopo il vertice a Berlino vede «progressi sostanziali» su Commerzbank. E ora punta ad accelerare
Unicredit, Orcel dopo il vertice a Berlino vede «progressi sostanziali» su Commerzbank. E ora punta ad accelerare
Il ceo indica nella banca tedesca una leva per rafforzare crescita e redditività del gruppo. Il presidente Padoan: l’integrazione amplierebbe prodotti e accesso ai mercati dei capitali. L’assemblea approva le nuove regole sulla lista del cda

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 21/09/2026 16:30

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Andrea Orcel rilancia su Commerzbank e indica nei «progressi sostanziali» compiuti negli ultimi mesi la conferma che il progetto può rappresentare una nuova tappa nella crescita di Unicredit. Dopo il confronto con il ministro del Tesoro Lars Klingbeil, il ceo torna così a mettere il dossier al centro della strategia del gruppo, pur ribadendo la condizione che ha accompagnato fin dall’inizio l’operazione: si andrà avanti soltanto se sarà possibile creare valore per tutti gli stakeholder.

«Vediamo opportunità rilevanti e i progressi sostanziali compiuti negli ultimi mesi in relazione a Commerzbank ne rappresentano un esempio concreto», ha detto Orcel nel suo intervento in occasione dell’assemblea straordinaria di Unicredit. «Per i nostri azionisti, la logica rimane quella che abbiamo illustrato sin dall’inizio: una crescita più forte e sostenibile degli utili e rendimenti coerenti con tale crescita».

La scalata a Commerzbank e l'apertura del dialogo con Berlino

Parole che arrivano in una fase decisiva della partita tedesca. Unicredit ha ormai accumulato una partecipazione vicina al 50% di Commerzbank e il 10 settembre il consiglio di amministrazione ha deliberato l’aumento di capitale destinato all’offerta volontaria sulla quota della banca tedesca non ancora direttamente posseduta. Sul fronte politico, inoltre, nelle ultime settimane si sono aperti nuovi spazi di dialogo dopo la lunga opposizione di Berlino: il ministro delle Finanze Lars Klingbeil ha incontrato Orcel il 14 settembre, ponendo sul tavolo alcune condizioni, tra cui il mantenimento della sede di Commerzbank a Francoforte, della quotazione e del sostegno al Mittelstand tedesco.

Per Orcel l’operazione va però letta anche all’interno di una questione più ampia: la necessità di costruire banche europee con dimensioni sufficienti per finanziare gli investimenti e competere su scala internazionale. «Un settore bancario europeo più forte e integrato non è soltanto auspicabile, ma rappresenta una necessità per la competitività del nostro continente», ha affermato il ceo. In questo quadro, «il nostro continuo impegno verso Commerzbank rappresenta una manifestazione concreta di questa convinzione».

Il dibattito europeo sulle aggregazioni bancarie

È un argomento che nelle ultime settimane ha trovato nuove sponde anche nelle istituzioni europee. Il tema della dimensione delle banche e degli ostacoli alle aggregazioni transfrontaliere è tornato al centro del confronto europeo, insieme alla necessità di superare la frammentazione dei mercati dei capitali. Il vicepresidente della Bce Boris Vujcic ha sottolineato proprio nei giorni scorsi come la scala sia particolarmente importante in attività quali trading, tecnologia, intelligenza artificiale e pagamenti.

Orcel mantiene comunque la disciplina finanziaria come linea rossa. «Nei prossimi mesi continueremo a canalizzare questa ambizione in un dialogo rigoroso e costruttivo con tutte le parti interessate, con l'obiettivo di conseguire il miglior risultato possibile». Il criterio, ha aggiunto, resta quello utilizzato dal gruppo nelle operazioni degli ultimi anni: «Quando la risposta sarà positiva, la perseguiremo con convinzione. Quando non lo sarà, non procederemo».

La trasformazione di Unicredit e la disciplina di capitale

Alla base di questa posizione c’è la trasformazione realizzata da Unicredit negli ultimi anni. Orcel rivendica una banca «più semplice, focalizzata e redditizia», costruita attraverso disciplina nell’allocazione del capitale, controllo del rischio e incremento della produttività. «I risultati raggiunti non sono il frutto di condizioni di mercato favorevoli o di un singolo anno particolarmente positivo», ha sottolineato, ma riflettono un miglioramento strutturale del business. La priorità resta quindi continuare a far crescere gli utili e le distribuzioni agli azionisti senza compromettere la solidità patrimoniale.

Le delibere dell'assemblea straordinaria

L’assemblea straordinaria ha intanto rafforzato alcuni degli strumenti a disposizione del gruppo. Con il 99,79% dei voti favorevoli del capitale presente è stato approvato il nuovo articolo 20-bis dello Statuto, che disciplina la presentazione della lista del consiglio uscente in vista del rinnovo del board. Il 97,39% ha inoltre approvato la delega al cda per emettere entro cinque anni strumenti Additional Tier 1 perpetui convertibili in azioni Unicredit al verificarsi dei trigger regolamentari, denominati in dollari e per un controvalore massimo complessivo di 5 miliardi di euro. L’assemblea ha infine autorizzato, con il 97,70% dei voti, un aumento di capitale entro fine 2027 fino a 10,603 milioni di azioni. La documentazione assembleare precisa che quest’ultima delega è collegata alla compensazione di crediti derivanti da determinati Total Return Swap.

La posizione di Padoan e le prospettive dell'integrazione

Anche il presidente Pier Carlo Padoan ha dedicato una parte significativa del suo intervento a Commerzbank. «Siamo fermamente convinti» che la «combinazione» con l’istituto tedesco «possa generare una crescita degli utili più robusta e sostenibile nel tempo, accompagnata da una remunerazione degli azionisti pienamente coerente con tale creazione di valore». Padoan ha insistito anche sulle ricadute industriali dell’operazione: «L'integrazione consentirà inoltre di offrire alla clientela una gamma più ampia di soluzioni, una maggiore varietà di prodotti e servizi e un migliore accesso ai mercati dei capitali europei rispetto a quanto ciascuna delle due istituzioni possa offrire singolarmente oggi». (riproduzione riservata)