Mentre entra nel vivo l’ops su Commerzbank — con adesioni ancora sotto l’1% a quasi due settimane dal lancio — Unicredit lavora a una nuova operazione di derisking in Germania. Il gruppo guidato da Andrea Orcel starebbe infatti perfezionando una nuova cartolarizzazione sintetica sulla controllata tedesca HypoVereinsbank (Hvb), oggi considerata la principale presidio operativo della banca nel mercato tedesco e il vero avamposto dell’espansione del gruppo dell’espansione del gruppo nel Paese.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, il closing sarebbe ormai vicino closing sarebbe ormai vicino e riguarderebbe un portafoglio da circa 3,5 miliardi di euro di prestiti concessi a grandi gruppi industriali. Il progetto rientra nella categoria delle significant risk transfer o srt: operazioni attraverso cui una banca trasferisce a investitori specializzati una parte del rischio di credito associato ai finanziamenti, senza cedere direttamente gli attivi sottostanti.
Per Unicredit, l’utilizzo delle srt si è intensificato negli ultimi anni e proprio lo scorso novembre la banca aveva annunciato un’operazione di trasferimento del rischio relativa alla controllata austriaca. L’attività però non riguarda soltanto il bilancio interno del gruppo. Unicredit sta rafforzando rapidamente anche il ruolo di advisor e strutturatore per altre banche europee attraverso la divisione di investment banking. Piazza Gae Aulenti sta lavorando per Bawag Group e per la divisione polacca di Commerzbank, su portafogli collegati rispettivamente a crediti da carte di pagamento e a prestiti immobiliari commerciali.
E proprio in queste settimane sarebbero in fase avanzata di strutturazione due operazioni per gli spagnoli CaixaBank e Banco Sabadell. Secondo le indiscrezioni, il deal relativo a CaixaBank riguarderebbe circa 2 miliardi di euro di finanziamenti corporate, mentre quello per Sabadell sarebbe collegato a un portafoglio da 1,25 miliardi di euro di prestiti alle piccole e medie imprese.
Il boom delle srt interessa quasi tutti i grandi istituti europei. Il motivo? Queste operazioni consentono di trasferire tra il 5% e il 15% del rischio associato a un portafoglio di crediti, riducendo così il capitale regolamentare richiesto dalle autorità di vigilanza. In pratica la banca ottiene una sorta di copertura assicurativa contro eventuali default, liberando risorse che possono essere reimpiegate per finanziare nuova crescita, sostenere la redditività o aumentare la remunerazione degli azionisti tramite dividendi e buyback.
Anche dal lato degli investitori la domanda resta elevata visto che le tranche più rischiose di queste strutture offrono rendimenti spesso superiori al 10%. Per questo fondi specializzati, assicurazioni e investitori alternativi stanno aumentando l’esposizione a tale tipo di strumenti.
Nonostante la volatilità provocata dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza macroeconomica, il mercato continua quindi a espandersi rapidamente. Tra i gruppi che starebbero discutendo nuove operazioni ci sono Santander, Société Générale ed Erste Group Bank, mentre il ruolo di Unicredit è sempre più centrale, sia come utilizzatore diretto delle cartolarizzazioni sintetiche sia come banca d’affari specializzata nella loro strutturazione. (riproduzione riservata)