Unicredit, da Commerzbank 320 milioni di dividendi e fino a 400 milioni di buyback. Conti record per Francoforte
Unicredit, da Commerzbank 320 milioni di dividendi e fino a 400 milioni di buyback. Conti record per Francoforte

di Luca Gualtieri  11/02/2026 10:17

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Unicredit potrebbe incassare oltre 700 milioni da Commerzbank: è questa la cifra che la banca italiana potrebbe portare a casa quest’anno tra dividendi e buyback dell’istituto tedesco di cui detiene il 26%, dopo la scalata avviata nel settembre 2024.

Il calcolo nasce dalla combinazione tra la cedola proposta e il programma di riacquisto di azioni proprie annunciato da Commerzbank mercoledì 11 insieme ai risultati di bilancio. Ovviamente, per quanto riguarda il buyback, si vedrà se Unicredit vorrà aderire almeno parzialmente all’offerta della partecipata. 

Conti record nel 2025

Il 2025 è stato un esercizio da primato per Commerzbank. L’istituto ha chiuso l’anno con un utile netto di 2,63 miliardi di euro, nonostante costi di ristrutturazione legati al piano di trasformazione. Al netto di tali oneri straordinari, l’utile sale a 3 miliardi, nuovo massimo storico. 

Dal punto di vista operativo, la banca ha registrato ricavi pari a 12,2 miliardi, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente. Un risultato sostenuto anche dall’espansione del portafoglio crediti alle imprese, cresciuto anch’esso del 10%, segnale di un rafforzamento del posizionamento nel segmento corporate.

Le parole della ceo

Presentando i conti il ceo Bettina Orlopp si è soffermata sulla scalata di Unicredit. L'Italia «in questo momento non è molto presente nei miei pensieri, mi scuso. Sono concentrata al momento sulla realizzazione del piano Momentum e non sulle mosse del suo primo azionista». E ancora: «su Unicredit non è cambiato nulla. Abbiamo sempre detto che, qualora arrivasse un'offerta, la valuteremmo senza pregiudizi. Non c'è alcuna offerta e, per come ho interpretato le ultime notizie, al momento non c'è nemmeno da aspettarsela. Se in futuro dovesse emergere la necessità di discutere, siamo pronti», ha concluso Orlopp.

Tornando ai conti, determinante è stato l’apporto delle commissioni nette, salite del 7% fino a 4 miliardi di euro, grazie anche alla solida performance della controllata polacca mBank. Più contenuto, invece, l’andamento del margine di interesse, rimasto sostanzialmente stabile a 8,2 miliardi di euro, risentendo del calo dei tassi di riferimento.

La banca proporrà pertanto all’assemblea un dividendo di 1,10 euro per azione, in forte aumento rispetto ai 0,65 euro dell’anno precedente. Complessivamente, tra dividendi e buyback, la restituzione di capitale agli azionisti raggiunge 2,7 miliardi di euro, un livello senza precedenti per il gruppo.

Le previsioni per il 2026

Guardando al 2026, l’istituto prevede un utile netto superiore all’obiettivo iniziale di 3,2 miliardi di euro. Il margine di interesse netto è stimato attorno a 8,5 miliardi, leggermente sopra le precedenti indicazioni, mentre le commissioni dovrebbero crescere di circa il 7%. Proseguirà una rigorosa disciplina sui costi, con un rapporto costi/ricavi atteso intorno al 54%, in miglioramento rispetto al target iniziale del 56%.

Dopo la prevista remunerazione agli azionisti, il coefficiente Cet1 è stimato oltre il 14% a fine esercizio, con un rendimento del patrimonio netto tangibile superiore all’11,2%. Restano confermati anche gli obiettivi al 2028: ritorno sul patrimonio netto tangibile al 15%, cost/income ratio al 50%, Cet1 al 13,5% e utile netto pari a 4,2 miliardi. (riproduzione riservata)