Unicredit-Commerzbank, il ceo Orcel bussa a Palazzo Chigi
Unicredit-Commerzbank, il ceo Orcel bussa a Palazzo Chigi
Il ceo informa il governo dell’ops lanciata sulla banca tedesca. L’offerta partirà dopo l’assemblea, ma c’è l’incognita delle autorizzazioni che arriveranno solo a fine anno

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 17/03/2026 20:20

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Andrea Orcel cerca la sponda del governo italiano prima di partire all’assalto di Commerzbank. Lo staff del ceo di Unicredit ha informato Palazzo Chigi prima del lancio dell’ops sulla seconda banca tedesca.

Si è trattato di una mossa di rispetto istituzionale che, al tempo stesso, appare anche come un tentativo di incassare credito politico all’inizio della fase decisiva della scalata. Secondo quanto riferito ieri da Bloomberg, alcuni esponenti dell'esecutivo vedrebbero di buon occhio la transazione anche se i rapporti tra Palazzo Chigi e Unicredit rimangono delicati, visto anche l'esito negativo dell'ops lanciata su Banco Bpm dello scorso anno.

Le tappe e il calendario della scalata

Un sostegno di questo tipo, se dovesse consolidarsi, rappresenterebbe per Orcel un elemento rilevante nelle negoziazioni con le controparti tedesche. I tempi della scalata si preannunciano lunghi. Fonti finanziarie riferiscono che l’offerta dovrebbe partire a maggio, subito dopo l’assemblea straordinaria perì l'aumento di capitale.

Per aderire i soci avranno dalle quattro alle otto settimane di tempo – la scelta non è stata ancora fatta – e dunque al più tardi l’ops si concluderà entro luglio. Fino a quel momento il calendario appare definito; oltre tale passaggio, però, l’iter potrebbe diventare meno lineare e non si escludono modifiche anche significative. Il motivo è che, diversamente da quanto avviene in Italia, in Germania la fase autorizzativa si apre solo dopo la chiusura dell’offerta.

L'iter autorizzativo e il ruolo delle autorità

Prima della consegna dei titoli Unicredit dovrà incassare la luce verde di Bafin (l’istituzione che vigila sui mercati finanziari tedeschi, svolge attività di Vigilanza bancaria e a breve si esprimerà per eventuali aggiustamenti tecnici sul rapporto di concambio individuato dal gruppo italiano), Bce, Antitrust a livello nazionale e comunitario (Dg Comp) e delle singole autorità di vigilanza nazionali. Nell’ipotesi più favorevole questo iter si concluderà entro la fine dell’anno, ma potrebbe prolungarsi occupando i primi mesi del 2027.

Molto dipenderà dall’andamento dei colloqui tra Unicredit e le istituzioni tedesche ed europee che Orcel intende intensificare nei prossimi mesi.

Obiettivi strategici e soglie di partecipazione

Nel frattempo le azioni conferite all’offerta potranno essere scambiate, ma saranno contrassegnate da un codice (Isin) speciale che ne consentirà l’identificazione al momento della consegna. Come spiegato dal ceo nel corso della conference call di lunedì, Unicredit non si è posta un obiettivo di adesioni vincolante, nè tanto meno punta ad acquisire il controllo di Commerz. La finalità è quella di sbloccare la soglia d’opa del 30% e di avviare in maniera soft le discussioni sul percorso futuro della banca tedesca.

Resta peraltro possibile che, a valle dell'ops, Piazza Gae Aulenti riprenda gli acquisti sul mercato o che lanci una nuova offerta, questa volta mirata al raggiungimento del controllo.

In sostanza, le opzioni restano molteplici, in linea con l’approccio di Orcel, che tende a preservare ampi margini di flessibilità nella gestione delle operazioni di m&a. Ieri intanto le azioni delle due banche sono rimaste vicine alla parità, con Commerz in crescita dello 0,59% a 32,4 euro e Unicredit in rialzo dello 0,47% a 64,14 euro, cristallizzando uno sconto di quasi il 4% rispetto al concambio proposto da Piazza Gae Aulenti. Tradotto: per consegnare le azioni il mercato chiede di più. (riproduzione riservata)