Unicredit-Commerzbank, i ceo Orcel e Orlopp pronti al primo confronto dopo l’ops
Unicredit-Commerzbank, i ceo Orcel e Orlopp pronti al primo confronto dopo l’ops
Programmato un colloquio tra i due ceo dopo i conti della banca tedesca. Berlino prepara le proprie condizioni per accompagnare il consolidamento senza rinunciare ai suoi interessi strategici

di Luca Gualtieri 23/07/2026 20:52

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Nel giorno della semestrale di Unicredit emergono nuovi sviluppi nella lunga partita per Commerzbank. Dopo mesi di scontro pubblico e di resistenze da parte del management tedesco, il dialogo tra Andrea Orcel e Bettina Orlopp potrebbe finalmente prendere forma. Secondo quanto riferito da Bloomberg, l’amministratore delegato di Unicredit e la ceo della seconda banca tedesca dovrebbero tenere una videocall poco dopo il 6 agosto, data in cui Commerzbank presenterà i risultati del secondo trimestre.

L’incontro difficilmente porterà a una svolta immediata, ma rappresenterebbe il primo contatto diretto dall’esito dell’offerta pubblica di scambio e potrebbe creare le condizioni per un confronto più strutturato nei mesi successivi. Da entrambe le parti, per ora, nessun commento.

Il ruolo di Berlino e le garanzie sul sistema bancario

La posizione di Orlopp sarà con ogni probabilità condivisa con il governo federale, che resta il secondo azionista di Commerzbank con una quota del 12% circa e continua a considerare la banca un asset strategico per il sistema economico tedesco. Il confronto tra i due manager si inserisce quindi in un negoziato ben più ampio, nel quale pesano gli interessi di Berlino, dei rappresentanti dei lavoratori e delle istituzioni finanziarie tedesche.

I conti del secondo trimestre di Unicredit

L’apertura di questo canale di dialogo arriva mentre Unicredit archivia un secondo trimestre superiore alle attese. Il gruppo guidato da Orcel ha registrato ricavi pari a 6,52 miliardi di euro di euro, in crescita del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, e un utile netto di 2,91 miliardi. Numeri che confermano la capacità della banca di aumentare ricavi e redditività pur sostenendo gli investimenti necessari alla trasformazione del gruppo e all’operazione tedesca.

Intervistato da Class CNBC a margine della presentazione dei risultati, Orcel ha spiegato quali siano stati, a suo giudizio, i fattori che hanno determinato il successo dell’ops. «Sono due i fattori alla base del successo. Il primo è che, ancorché si negasse, il prezzo di Commerzbank includeva già una componente di premio da speculazione o da M&A, che secondo noi era del 20%, e quindi il premio c'era. In secondo luogo, non abbiamo pagato in cassa ma in azioni e quindi gli investitori hanno guardato al valore relativo delle due azioni e, nel caso di Unicredit, a quanto questo valore relativo potesse migliorare ulteriormente se Unicredit fosse arrivata al controllo».

Gli equilibri dopo la salita al 49%

L’operazione ha consentito a Unicredit di arrivare a detenere il 49% del capitale di Commerzbank, una posizione che la rende di gran lunga il principale azionista della banca tedesca. Pur non traducendosi automaticamente nel controllo gestionale, questa partecipazione modifica gli equilibri della partita e rende inevitabile un confronto con il management e con le autorità tedesche sul futuro dell’istituto.

Anche da Berlino, intanto, arrivano segnali di maggiore pragmatismo. La scorsa settimana è emerso che il governo guidato da Friedrich Merz avrebbe aperto alla possibilità di un dialogo con Unicredit, predisponendo un pacchetto di richieste volto a limitare l’impatto dell’integrazione. Tra le priorità figurano la tutela del modello di business di Commerzbank a sostegno delle piccole e medie imprese, la salvaguardia dell’occupazione attraverso eventuali uscite graduali, il mantenimento del marchio e della quotazione della banca e la conferma di Francoforte come centro decisionale e finanziario.

L’obiettivo dell’esecutivo tedesco non è bloccare il consolidamento bancario europeo, ma condizionarlo affinché non comprometta gli interessi industriali e occupazionali del Paese. È su questo terreno che si misurerà il negoziato tra Orcel e Orlopp. La videocall attesa dopo il 6 agosto difficilmente basterà a sciogliere tutti i nodi, ma potrebbe segnare il passaggio da una fase di contrapposizione pubblica a una di confronto diretto. Per Unicredit, ormai azionista di riferimento di Commerzbank, sarà il primo vero test della strategia con cui trasformare il successo dell’ops in un accordo industriale condiviso. (riproduzione riservata)