Unicredit-Commerzbank, Bce dice sì all’aggregazione. Arriva il via libera della vigilanza alla prima operazione del risiko bancario Ue
Unicredit-Commerzbank, Bce dice sì all’aggregazione. Arriva il via libera della vigilanza alla prima operazione del risiko bancario Ue
L’Eurotower dà luce verde alla salita di Piazza Gae Aulenti dal 30% al 50% dell'istituto tedesco. Poi si esprimerà l'Unione Europea (Antitrust e Aiuti di Stato). A gennaio il change of control 

di di Luca Gualtieri 15/10/2026 20:20

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C’è il via libera della Bce per l’operazione Unicredit-Commerzbank. Con una decisione formalizzata la sera di giovedì 15, al termine di un’istruttoria durata tre mesi la Vigilanza di Francoforte ha autorizzato Unicredit ad aumentare la propria partecipazione nell’istituto tedesco dal 30% fino al 50%, nell’ambito della procedura prevista dalla normativa europea sull’acquisizione di partecipazioni qualificate («qualifying holdings»). L'ok consentirà al gruppo guidato da Andrea Orcel di assumere il controllo della banca tedesca dopo l’ops conclusa in estate e apre la strada al trasferimento delle azioni aderenti all’offerta.

Ma non esaurisce l’iter autorizzativo. Mancano ancora all’appello l’ok antitrust della Commissione europea, che ha fissato al 16 novembre la scadenza della prima fase d’esame, e il nulla osta dell’autorità polacca per il controllo indiretto di mBank, di cui Commerzbank detiene il 69,1%.

La quota di Unicredit nel capitale di Commerzbank

Unicredit si è già assicurata una quota del 47,59% nel capitale di Commerzbank, fra azioni possedute, titoli conferiti all’offerta e strumenti finanziari. La partecipazione corrisponde al 49,65% dei diritti di voto, tenendo conto delle azioni proprie senza voto.

Incassate tutte le autorizzazioni entro gennaio, il prossimo passo di Unicredit sarà mettere mano alla governance. La banca italiana punta a convocare un’assemblea straordinaria a febbraio per revocare il vecchio consiglio di sorveglianza e aggiudicarsi i dieci posti riservati agli azionisti. Dal nuovo board dovrebbero così uscire sia il presidente Jens Weidmann che Orlopp. A Milano si valutano già possibili successori. Tra i nomi emersi figura Michael Diederich, ex consigliere di Unicredit ed ex amministratore delegato di Hvb, la controllata tedesca del gruppo, anche se per ora non risultano decisioni definitive.

Il piano industriale e l'ipotesi di fusione inversa

Al cambio dei vertici dovrebbe seguire il lavoro sul rilancio industriale. La volontà di Orcel è quella di non perdere tempo prezioso nel passaggio di consegne e di mettere subito in pista il piano Unlocked applicato a Commerz. Una volta cambiato il cda e fatta partire la macchina operativa, l'orizzonte è quello dell'integrazione. Secondo fonti vicine al dossier, in piazza Gae Aulenti si starebbe ragionando su una fusione inversa tra Hvb e Commerz.

Un «reverse merger» che in un colpo solo gli permetterebbe di rispettare anche gli altri due desiderata di Berlino: il mantenimento della quotazione e della sede a Francoforte e di preservare il mix di vantaggi finanziari, industriali e strategici dell’operazione Commerzbank per Unicredit. Difficile che la fusione possa essere deliberata già dall'assemblea di aprile che avrà all'ordine del giorno l'approvazione del bilancio 2026. Anche perché per la trattativa in corso con il governo non si prevedono tempi brevissimi.

Il confronto aperto con il governo tedesco

Il rilancio si intreccerà anche con le discussioni politiche. Il governo tedesco mantiene una quota del 13,3% in Commerzbank che finora gli ha garantito l'espressione di due rappresentanti in consiglio di sorveglianza. Secondo Unicredit l’imminente cambio di controllo potrebbe modificare l'applicazione di questa norma in quanto eredità del salvataggio del 2009, ma l’aspetto è oggetto di un confronto ancora aperto. (riproduzione riservata)