Unicredit ha raggiunto un accordo con i sindacati Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin sulle uscite volontarie anticipate per i dipendenti con finestre pensionistiche comprese tra agosto 2030 e gennaio 2031. Lo comunica la stessa banca guidata dall’ad Andrea Orcel in una nota.
L’accordo consentirà a 484 dipendenti con finestre pensionistiche fino al 1° gennaio 2031 di accedere al Fondo di solidarietà del settore, ha specificato il sindacato Fabi. Alle uscite seguirà un processo di ricambio generazionale, l’istituto milanese prevede 436 nuove assunzioni nel 2026.
La banca aggiunge che ha ha «creato l’opportunità per coloro che matureranno i requisiti pensionistici entro il 31 luglio 2031 di manifestare l’interesse ad aderire a un futuro piano di esodi incentivati per 1.300 colleghi (di cui circa 200 con diritto immediato alla pensione)».
L’accordo introduce lo strumento della contrattazione d’anticipo con la nascita di un Comitato permanente per il dialogo e il confronto su ciò che avviene in azienda. Questo comitato, ragiona la banca, «avrà il compito di semplificare le procedure e sarà la sede per valorizzare e facilitare il percorso digitale».
Il cuore dell’accordo, sottolinea la banca, è un «percorso strutturato di riqualificazione professionale, sviluppato insieme alla Unicredit Corporate University». L’accordo arriva dalla volontà del gruppo di riconnettere dipendenti e clienti in diversi ambiti, tra cui:
Come spiega Ilaria Dalla Riva, responsabile People & Culture Italia e coo Italia di Unicredit, «grazie al costante e costruttivo confronto con le organizzazioni sindacali, continua a investire nelle sue persone e nella rete, con un approccio innovativo che mette al centro il cliente e valorizza il capitale umano». (riproduzione riservata)