Unicredit, accordo sui prepensionamenti: 484 uscite e altri 1.300 esodi in arrivo
Unicredit, accordo sui prepensionamenti: 484 uscite e altri 1.300 esodi in arrivo
Unicredit firma l’accordo sui prepensionamenti: 484 uscite ora, altri 1.300 esodi attesi. Avviato un Comitato permanente per il confronto sindacale

di Elena Dal Maso 31/12/2025 15:10

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Unicredit ha raggiunto un accordo con i sindacati Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin sulle uscite volontarie anticipate per i dipendenti con finestre pensionistiche comprese tra agosto 2030 e gennaio 2031. Lo comunica la stessa banca guidata dall’ad Andrea Orcel in una nota.

L’accordo consentirà a 484 dipendenti con finestre pensionistiche fino al 1° gennaio 2031 di accedere al Fondo di solidarietà del settore, ha specificato il sindacato Fabi. Alle uscite seguirà un processo di ricambio generazionale, l’istituto milanese prevede 436 nuove assunzioni nel 2026.

Attesi esodi per altre 1.300 persone

La banca aggiunge che ha ha «creato l’opportunità per coloro che matureranno i requisiti pensionistici entro il 31 luglio 2031 di manifestare l’interesse ad aderire a un futuro piano di esodi incentivati per 1.300 colleghi (di cui circa 200 con diritto immediato alla pensione)».

Usato lo strumento della contrattazione di anticipo

L’accordo introduce lo strumento della contrattazione d’anticipo con la nascita di un Comitato permanente per il dialogo e il confronto su ciò che avviene in azienda. Questo comitato, ragiona la banca, «avrà il compito di semplificare le procedure e sarà la sede per valorizzare e facilitare il percorso digitale».

I 5 punti dell’accordo

Il cuore dell’accordo, sottolinea la banca, è un «percorso strutturato di riqualificazione professionale, sviluppato insieme alla Unicredit Corporate University». L’accordo arriva dalla volontà del gruppo di riconnettere dipendenti e clienti in diversi ambiti, tra cui:

  1. Ringiovanimento della popolazione aziendale (quota di Under 35 salita dal 7% al 15%);
  2. Reskilling e upskilling, grazie a percorsi strutturati in collaborazione con Unicredit Corporate University per riposizionare i dipendenti «verso ruoli di front line e potenziare competenze commerciali e relazionali oltre a percorsi dedicati all’innovazione tecnologica»;
  3. Nuovo modello organizzativo, con un approccio customer-centric; prima il 52% delle risorse era nelle funzioni centrali e il 48% in rete, oggi il 70% delle risorse è in rete e il 30% nelle funzioni centrali);
  4. Job rotation, ha coinvolto oltre il 35% del personale ampliando competenze, responsabilità;
  5. Accentramento e automazione delle attività di back office: negli ultimi 4 anni Unicredit ha «liberato l’equivalente del tempo di 2.500 persone, oggi dedicate solo alla relazione con il cliente».

Come spiega Ilaria Dalla Riva, responsabile People & Culture Italia e coo Italia di Unicredit, «grazie al costante e costruttivo confronto con le organizzazioni sindacali, continua a investire nelle sue persone e nella rete, con un approccio innovativo che mette al centro il cliente e valorizza il capitale umano». (riproduzione riservata)