Unicredit accelera sul derisking: operazioni fino a 16 miliardi nel 2026 per sostenere nuovi prestiti
Unicredit accelera sul derisking: operazioni fino a 16 miliardi nel 2026 per sostenere nuovi prestiti
La banca guidata da Andrea Orcel integra le cartolarizzazioni direttamente nella concessione del credito per ridurre il costo dei finanziamenti e aumentare la capacità di erogazione

di Luca Gualtieri    28/05/2026 10:34

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Unicredit punta con decisione sul derisking e prepara cartolarizzazioni di prestiti per un valore compreso tra 14 e 16 miliardi di euro nel 2026, con la possibilità di avvicinarsi ai 20 miliardi qualora la crescita dell’attività creditizia nella seconda metà dell’anno dovesse accelerare ulteriormente. È quanto riferisce Bloomberg.

La strategia segna un’evoluzione importante nel modo in cui il gruppo guidato da Andrea Orcel utilizza i significant risk transfers (srt), strumenti ormai sempre più centrali nella gestione del capitale delle grandi banche europee. Attraverso queste operazioni una banca trasferisce a investitori terzi una parte del rischio di credito di un portafoglio di prestiti, ottenendo in cambio un alleggerimento del capitale regolamentare assorbito da quei finanziamenti.

Gli srt entrano nel cuore del credito

Unicredit sta andando oltre il tradizionale utilizzo degli srt come semplice leva di efficienza patrimoniale. Dallo scorso anno il gruppo incorpora infatti il beneficio di capitale derivante da queste operazioni direttamente nei processi di concessione e pricing dei nuovi prestiti. «Abbiamo lavorato per evolvere l’utilizzo degli srt da semplice strumento di efficienza del capitale a leva capace di migliorare direttamente la competitività dei nostri banker quando originano nuovi prestiti», ha spiegato Stefano Chiarlone, responsabile del balance sheet management della banca milanese.

Il meccanismo consente alla banca di ridurre il capitale necessario a copertura dei finanziamenti concessi, abbassando così il costo interno del credito. Questo permette di offrire condizioni più competitive ai clienti mantenendo, o addirittura migliorando, la redditività delle operazioni.

Unicredit è tra le prime banche europee ad aver integrato in modo così sistematico gli srt direttamente nel processo di origination. Le operazioni vengono effettuate soprattutto in Italia e Germania, i due mercati principali del gruppo, ma coinvolgono anche diverse controllate dell’Europa orientale.

Crescita del credito e maggiore flessibilità

La banca utilizza questi strumenti come un meccanismo rotativo: il capitale liberato tramite gli srt viene rapidamente reindirizzato verso nuovi finanziamenti, soprattutto a favore di mid corporate e piccole e medie imprese. In Italia e Germania i prestiti sono cresciuti nel primo trimestre rispettivamente del 5% e del 3%. Unicredit ha inoltre iniziato a inserire in alcune operazioni un forward flow mechanism, che permette di ampliare progressivamente la dimensione degli srt includendo nel tempo nuovi prestiti purché rispettino determinati parametri.

L’espansione del mercato srt avviene però in un contesto più complesso. In Europa il ricorso a questi strumenti è quasi raddoppiato rispetto ai volumi di credito dal 2022, attirando una crescente attenzione regolamentare. Gli investitori stanno inoltre diventando più selettivi a causa delle tensioni geopolitiche e delle incertezze macroeconomiche legate soprattutto al Medio Oriente.

La strategia si inserisce in una fase particolarmente intensa per Unicredit. All’inizio del mese la banca ha registrato utili trimestrali record, con un utile netto in crescita del 16% oltre le attese degli analisti. Orcel ha inoltre alzato la guidance sull’utile annuale ad almeno 11 miliardi di euro, confermando i target al 2028, mentre prosegue il tentativo di acquisire il controllo di Commerzbank in Germania. (riproduzione riservata)