Un portafoglio spaziale, ecco le azioni che possono crescere dal 33% al 111%
Un portafoglio spaziale, ecco le azioni che possono crescere dal 33% al 111%
Le nuove indicazioni delle banche d’affari per orientarsi tra i titoli dei gruppi che investono nella space economy. A partire da Leonardo. Parla il ceo Mariani: avanti sulla jv dei satelliti insieme a Airbus e Thales

di Angela Zoppo 17/10/2026 11:00

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Con potenziali rialzi che vanno da un minimo del 33% fino a oltre il 110%, il fattore spazio comincia a crescere di peso nelle valutazioni dei grandi gruppi quotati da parte delle banche d’affari. I buy di ottobre 2026 confermano questa tendenza, mettendo insieme un portafoglio nel quale satelliti, infrastrutture orbitali e nuove costellazioni possono diventare una leva per far emergere valore in borsa anche insieme al core business della Difesa, che vede proprio nello spazio una nuova frontiera. l casi più evidenti sono quelli di Leonardo, Thales e della tedesca Ohb.

Per Leonardo (che il 4 novembre pubblicherà i conti del terzo trimestre), Bank of America individua proprio nello spazio una delle opportunità per ridurre lo sconto con cui il titolo viene trattato rispetto al valore delle sue attività. Nel suo report di ottobre la banca ha confermato il buy e, pur avendo abbassato il target price da 79,50 a 71 euro – una riduzione del 10,7% – attribuisce al titolo un potenziale di rialzo di oltre il 47,5% rispetto alle quotazioni attuali.

Il buy Leonardo e il progetto Bromo

Il punto, secondo Bofa, è che la complessità delle partecipazioni rende difficile per il mercato riconoscere pienamente il valore del gruppo, ma tra le leve per superare questo aspetto c’è proprio una maggiore visibilità delle attività spaziali grazie all’alleanza Bromo, la joint venture dei satelliti in lancio nel 2027 con Airbus e Thales.

Il progetto è tornato in queste ore sotto i riflettori della borsa, dopo le indiscrezioni su una possibile accelerazione dell’iter da parte dell’Antitrust europeo. Leonardo ha chiuso a 50,4 euro (+ 4,7%), mentre per Airbus (che ha ottenuto il più grande prestito corporate mai concesso dalla Bei, anche per lo spazio) e Thales la spinta è stata del 2% e del 2,7% rispettivamente nella seduta di venerdì 16.

Il ceo Mariani:più occasioni dalla jv con Airbus e Thales

«Una volta costituita Bromo e ottenuto il via libera dell’antitrust europeo, la divisione Spazio di Leonardo e le partecipazioni in Telespazio e Thales Alenia Space confluiranno nella nuova joint venture», ha spiegato il ceo Lorenzo Mariani a MF-Milano Finanza, «Altrettanto faranno Airbus e Thales con le loro attività spaziali. So che qualcuno teme che questa integrazione possa ridimensionare il peso specifico dell’Italia nella futura realtà, in termini di assetti societari, occupazione e competenze industriali. Ma non è così, la nuova società avrà una governance congiunta e bilanciata fra i tre azionisti», sottolinea Mariani, «e valorizzerà le eccellenze industriali dei diversi Paesi coinvolti. Il progetto Bromo punta a creare un player spaziale europeo più forte e competitivo a livello globale, mettendo a fattor comune investimenti e competenze industriali e tecnologiche oggi presenti nei tre gruppi. Una dimensione maggiore potrà offrire anche nuove opportunità alle persone e rafforzare l’intera filiera europea, comprese piccole e medie imprese e fornitori».

Space Guardian pronta al decollo

Accanto a Bromo, Leonardo sta investendo circa mezzo miliardo di euro nello sviluppo di Space Guardian, la sua prima costellazione proprietaria per l’osservazione della Terra. Il programma prevede 18 satelliti multisensore di nuova generazione, con applicazioni che vanno dalla sicurezza alla difesa, fino al monitoraggio delle infrastrutture critiche. Due lanci sono già prenotati: il primo tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028, il secondo l’anno successivo.

«Non sarà una semplice costellazione di raccolta dati, ma una vera infrastruttura spaziale digitale, con capacità di supercalcolo e intelligenza artificiale a bordo e collegamenti ottici tra i satelliti per elaborare e scambiare informazioni direttamente in orbita», precisa Mariani, «L’obiettivo è controllare l’intera catena del dato, dall’acquisizione alla distribuzione, riducendo i tempi di risposta e rafforzando sicurezza, resilienza e sovranità digitale»

Hbo, il campione di ottobre

Il campione d’ottobre nella categoria upside, è però il gruppo tedesco Ohb. Berenberg ha confermato il buy con un target di 358 euro, che implica un rialzo teorico del 111%. La corsa sul listino è già cominciata. Venerdì 16 ottobre il titolo ha chiuso a 191,6 euro, con un guadagno di circa il 13%.

La banca ha inserito il gruppo tedesco fra sei titoli europei particolarmente promettenti, puntando proprio sull'aumento della spesa per lo spazio (e la difesa) in Germania e nel resto d'Europa. A differenza dei grandi conglomerati industriali, Ohb offre un'esposizione molto più diretta ai programmi satellitari, dalla navigazione all'osservazione della Terra. Come Airbus, guida anche uno dei due consorzi ai quali l’Agenzia Spaziale Europea ha affidato gli studi di fattibilità di una futura stazione spaziale in orbita terrestre bassa, potenziale sostituita della Iss ormai destinata alla pensione.

Dove possono arrivare Airbus, Thales e Avio

Lo spazio compare esplicitamente anche nelle valutazioni di Bank of America su Thales, partner di Leonardo in Bromo. La banca ha alzato il target da 312 a 315 euro, confermando il buy e facendo emergere un upside del 38,3%. Accanto alla solidità della difesa e alle prospettive della cybersecurity, gli analisti si attendono un'accelerazione dell'aerospazio, sostenuta proprio dalla ripresa delle attività satellitari, che contribuisce ad alimentare la visione positiva sul gruppo francese. Il quadro si allarga ad Avio e Airbus, anche se i target incorporano soprattutto fattori diversi dalla space economy. Intesa Sanpaolo ha confermato il buy su Avio, la società dei lanciatori Vega, con un obiettivo di 47 euro, equivalente a un potenziale rialzo del 58%. Per Airbus, altro pilastro di Bromo, Barclays indica invece un target di 260 euro, con un teorico rialzo del 33,5%. (riproduzione riservata)