Un italiano su quattro pianifica già i suoi investimenti con l’AI di ChatGpt e Gemini. Lo studio Ipsos-Ovb Holding
Un italiano su quattro pianifica già i suoi investimenti con l’AI di ChatGpt e Gemini. Lo studio Ipsos-Ovb Holding
La funzione principale per ora resta quella di ricerca di  informazioni. Ma manca ancora la fiducia negli strumenti AI con fonti non verificate: la risposta di MF Gpt

di Marco Capponi 05/10/2026 12:20

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Il 26% degli italiani, più di uno su quattro, utilizza già oggi i principali chiatbot AI conversazionali come ChatGpt, Copilot o Gemini per pianificare i propri investimenti finanziari. Questa la principale evidenza di una survey realizzata da Ipsos per conto di Ovb Holding, società tedesca specializzata nei servizi di gestione patrimoniale che opera nei principali mercati europei.

L’intelligenza artificiale è diventata soprattutto una fonte per raccogliere informazioni sulle questioni finanziarie e assicurative. Il 43% degli italiani (percentuale che sale al 60% nella popolazione tra 18 e 34 anni) la usa regolarmente o occasionalmente. Invece il 41% la usa per acquisire informazioni sui prodotti e compararli.

Il tema della fiducia e la risposta di MF Gpt


A questo crescente utilizzo non corrisponde però un livello di fiducia dello stesso grado: il 41% degli intervistati dichiara infatti di avere una fiducia parziale nelle informazioni fornite dall’AI, il 21% di averne poca, il 16% di non averne affatto. 

La principale preoccupazione nei riguardi dell’AI (ricorre nel 50% delle risposte) è che le raccomandazioni fornite non siano corrette o siano inappropriate. Ragion per cui Class Editori, la casa editrice che edita anche MF-Milano Finanza, è stata la prima società editoriale in Italia a creare il suo chatbot proprietario, MF Gpt, che fornisce ai fruitori risposte finanziarie aggiornate attingendo solo alle fonti verificate e attendibili di 40 anni di pubblicazioni delle testate del gruppo Class e dei suoi partner. 

Il ruolo della consulenza umana

Al momento della messa a terra del portafoglio, sugli investitori italiani pesano inoltre altre mancanze dell’intelligenza artificiale: su tutte l’assenza di un contatto personale (38%), ma anche la mancata considerazione della propria situazione personale (32%) e il timore per la protezione dei dati (32%).

I risultati del sondaggio suggeriscono che il basso livello di fiducia nell’AI è il motivo per cui, quando si tratta di prendere una decisione finanziaria importante, tre quarti degli italiani (75%) preferiscono affidarsi, esclusivamente o principalmente, a un consulente personale. Solo il 5% preferisce l’AI. Analogamente, quasi un altro terzo del campione (31%) seguirebbe la raccomandazione del chatbot soltanto se confermata da un consulente finanziario.

Le aree più importanti per la consulenza

Gli italiani attribuiscono un’importanza particolarmente elevata alla consulenza individuale prestata da un consulente finanziario, opinione condivisa dal 70% degli intervistati, la percentuale di gran più elevata tra gli altri Paesi oggetto della ricerca, la cui media si attesta al 59%.

Le aree in cui più è avvertito il bisogno di un consulente sono quattro: investimenti/accumulo patrimoniale e previdenza pensionistica (ciascuna delle due voci ricorre nel 51% delle risposte), assicurazione sulla vita e la consulenza sul credito (ciascuna delle due voci al 26%).

«Il nostro compito di consulenti finanziari è contestualizzare le informazioni, valutarne la rilevanza per la situazione di vita individuale e sviluppare, insieme con i clienti, una strategia sostenibile a lungo termine», spiega Giovanna Nalin, amministratrice delegata di Ovb Italia. (riproduzione riservata)