Carburanti, l’Ue vuole aumentare la produzione delle raffinerie: priorità a gasolio e jet per abbassare il prezzo
Carburanti, l’Ue vuole aumentare la produzione delle raffinerie: priorità a gasolio e jet per abbassare il prezzo
Circa un quarto delle raffinerie dell’Ue è stato chiuso. Ora la guerra in Iran e il caro energia spingono a cambiare rotta. Per il commissario Jorgensen il mercato del diesel rimarrà teso fino al 2027

di Luca Carrello 28/10/2026 12:41

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Nuova mossa dell’Ue per rispondere alla crisi energetica provocata dalla guerra in Iran. La Commissione Europea ha avviato un dialogo sulle raffinerie con i principali player del settore per aumentare la produzione anche grazie a una tabella di marcia congiunta. «Il mercato globale del diesel rimarrà teso fino al 2027 inoltrato e questo manterrà i prezzi elevati», spiega Dan Jorgensen, commissario all’Energia.

«Sappiamo che questo inverno sarà difficile, quindi non possiamo rimanere immobili. Stiamo facendo tutto il possibile per affrontare l’impatto immediato sui prezzi, continuando al contempo a lavorare per ridurre il costo dell’energia in modo strutturale e a lungo termine».

Dall’Iran all’Ucraina

L’obiettivo dell’Ue è massimizzare la produzione dei carburanti - tra cui jet fuel e gasolio - di cui c’è urgente bisogno a causa del blocco dello Stretto di Hormuz ma anche dei continui attacchi tra russi e ucraini ai rispettivi impianti di raffinazione, che riducono l’offerta globale e contribuiscono a far schizzare i prezzi. L’Europa ne paga gli effetti più di altri perché la sua capacità di raffinazione è in forte calo, soprattutto da quando Bruxelles ha deciso di abbandonare i combustibili fossili. 

Jorgensen: aumenteremo la produzione

Ad oggi le raffinerie europee forniscono il 70% del combustibile per aerei e l’85% del gasolio consumati. Negli ultimi due decenni, però, circa un quarto degli impianti è stato chiuso, riducendo la capacità nazionale di circa il 10%. «Dobbiamo contrastare questa tendenza e garantire capacità di raffinazione adeguate e flessibili in Europa. Non si tratta solo di competitività economica, ma anche di sicurezza. In un contesto geopolitico complesso dobbiamo assicurare forniture affidabili e accessibili a cittadini, imprese e difesa», osserva Jorgensen. 

«Ecco perché lavoreremo per aumentare la produzione degli impianti. Il settore ha avanzato alcune proposte che dobbiamo valutare attentamente, perché dobbiamo ridurre i prezzi ma anche esaminare il futuro della raffinazione in Europa. Il settore è strategico: il gasolio e i carburanti per aerei sono essenziali per la mobilità, l’economia in generale e la nostra difesa. Guardando più in là nel tempo, le raffinerie e i nuovi operatori devono produrre una maggiore quantità di biocarburanti e carburanti sintetici (e-fuel)».

Le prossime tappe

Dopo l’incontro del 28 ottobre l’Ue farà i compiti per casa e porterà avanti il lavoro a livello tecnico. Il tavolo con l’industria si riaprirà a inizio 2027 per fare il punto sui progressi compiuti. «Il dialogo odierno è stato molto fruttuoso, ma è stato solo un primo passo», commenta Jorgensen.

«Le crisi sono anche opportunità. Dobbiamo creare un contesto che supporti una produzione interna di carburanti sufficiente, nonché la sostenibilità a lungo termine della raffinazione europea mentre ci avviamo alla decarbonizzazione». Gli obiettivi climatici dell’Ue, insomma, restano gli stessi, ma cambia il percorso con cui raggiungerli.

Esercito a secco

La carenza di gasolio ha un impatto anche sulle forze armate. «Per loro un adeguato rifornimento è cruciale. Come dicevano oggi gli esperti della Nato, la difesa non sarà possibile ancora per molti anni senza i combustibili fossili tradizionali», spiega Andrius Kubilius, commissario alla Difesa.

«Nei primi dieci giorni di una crisi militare l’Alleanza deve spostare e sostenere 100 mila soldati. È questo che dobbiamo tenere presente quando parliamo di tutti i cambiamenti di transizione nel consumo di carburante e del futuro delle nostre raffinerie. Dobbiamo considerare la domanda militare con una visibilità di lungo periodo, sia in tempo di pace sia per un’eventuale crisi bellica». (riproduzione riservata)