In Irlanda c’è una fabbrica che rifornisce l’industria bellica della Russia, ma l’Ue non interviene
In Irlanda c’è una fabbrica che rifornisce l’industria bellica della Russia, ma l’Ue non interviene
L’impianto si trova in Irlanda e produce materiali fondamentali per la transizione green europea. Ma l’alluminio che produce alimenta anche la macchina bellica russa

di Redazione Online 28/07/2026 11:07

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L’Unione Europea ha approvato una serie di sanzioni, soprattutto contro petrolio e gas, per costringere la Russia a trattare con l’Ucraina, ma non tutto sta andando secondo i piani.

Bruxelles sta esitando a sanzionare una raffineria di alluminio irlandese, Aughinish Alumina, la più grande d’Europa di proprietà del conglomerato russo Rusal, perché teme un’interruzione della catena di approvvigionamento dell’alluminio che innescherebbe licenziamenti di massa nel settore industriale e comprometterebbe la manifattura.

Il problema, spiega Streamline, è che una percentuale significativa della produzione di Aughinish viene esportata nelle fonderie di Rusal in Russia, dove viene trasformata in alluminio per munizioni, veicoli blindati e componenti aerospaziali, alimentando così la macchina militare russa.

Il legame tra Rusal e oligarchi

Attorno a Aughinish Alumina c’è anche una particolare struttura societaria che la protegge. Oleg Deripaska, fondatore di Rusal, è soggetto da anni a sanzioni internazionali per i suoi legami con il Cremlino. Ma la sua società è riuscita a ottenere la revoca anticipata delle misure statunitensi nel 2019 dopo che Deripaska ha ridotto la sua quota sotto una soglia prestabilita.

Il dilemma dell'Ue

Eppure gli analisti dell’intelligence sono convinti che Rusal sia ancora legata all’apparato statale russo. Così il governo irlandese si trova in una strettoia: da un lato appoggia Kiev, dall’altro favorisce Mosca per evitare un’ondata di licenziamenti. Stessa storia per l’Ue, che non può accelerare sulla transizione green senza i metalli russi. L'alluminio infatti è fondamentale per le rinnovabili, per i pannelli solari, turbine eoliche e telai leggeri per le auto elettriche.

Rusal insomma ha il coltello dalla parte del manico perché, in caso di stop europeo ad Aughinish, potrebbe fermare le esportazioni di alluminio grezzo nell’Ue, privando la sua industria aerospaziale e automobilistica delle materie prime necessarie per la loro produzione. Inoltre la corsa verso forniture alternative in Medio OrienteCina farebbe impennare i prezzi, alimentando una nuova ondata inflazionistica. (riproduzione riservata)