Ue contro Meta: Instagram e Facebook sotto accusa per design che crea dipendenza
Ue contro Meta: Instagram e Facebook sotto accusa per design che crea dipendenza
La Commissione europea contesta a Meta possibili violazioni del Digital Services Act per funzionalità come scrolling infinito, autoplay e raccomandazioni personalizzate. Nel mirino i rischi per minori e utenti vulnerabili. Possibili sanzioni fino al 6% del fatturato globale

di di Giusy Iorlano 10/07/2026 14:56

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Il design di Instagram e Facebook potrebbe violare le regole europee sui servizi digitali perché favorirebbe un uso compulsivo delle piattaforme, anche tra minori e adulti vulnerabili. È quanto emerge dai risultati preliminari dell’indagine avviata dalla Commissione europea nel maggio 2024 nei confronti di Meta nell’ambito del Digital Services Act (Dsa).

Secondo l’esecutivo europeo, alcune caratteristiche progettuali delle due piattaforme sarebbero state sviluppate in modo da aumentare il coinvolgimento degli utenti senza valutare adeguatamente i rischi legati alla dipendenza digitale.

Nel mirino scrolling infinito e notifiche push

L’indagine si concentra in particolare su alcune funzioni di Instagram e Facebook: lo scrolling infinito, la riproduzione automatica dei contenuti, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati.

Per la Commissione, questi strumenti possono spingere gli utenti a prolungare continuamente la permanenza sulle piattaforme, favorendo comportamenti automatici e difficili da interrompere. Le funzionalità, secondo Bruxelles, possono portare il cervello a una sorta di «modalità pilota automatico», contribuendo alla formazione di abitudini considerate poco salutari.

La Commissione ritiene quindi che Meta debba intervenire sul design dei servizi, introducendo modifiche come la disattivazione predefinita di alcune funzioni considerate più problematiche, l’introduzione di pause di utilizzo dello schermo più efficaci e sistemi di raccomandazione meno orientati esclusivamente al coinvolgimento.

Minori e uso notturno sotto osservazione

Tra gli elementi raccolti nell’indagine ci sarebbe anche la mancata valutazione, da parte di Meta, delle informazioni relative al tempo trascorso dai minori su Instagram e Facebook, in particolare nelle ore notturne.

Secondo Bruxelles, anche l’ottimizzazione di formati come Reel e Storie potrebbe contribuire a un utilizzo eccessivo o compulsivo delle piattaforme, soprattutto tra gli utenti più giovani.

L’indagine evidenzia inoltre che gli strumenti messi a disposizione da Meta per controllare il tempo trascorso online non avrebbero prodotto risultati sufficienti. Le funzioni di gestione dell’utilizzo, anche quelle attivate per gli adolescenti, sarebbero facilmente aggirabili e non garantirebbero una riduzione significativa del tempo passato sulle piattaforme.

Critiche anche ai controlli parentali

Nel mirino finiscono anche i sistemi di controllo parentale, giudicati efficaci solo nel caso in cui genitori e tutori dispongano di adeguate competenze tecniche e investano tempo per comprenderne il funzionamento.

Secondo la Commissione europea, anche le iniziative di sensibilizzazione di Meta, come i suggerimenti e i collegamenti a risorse per la salute mentale presenti nel centro sicurezza, non sarebbero sufficienti a ridurre i rischi legati al design delle piattaforme.

Meta potrà presentare le proprie difese

La procedura non è ancora conclusa. Meta potrà ora esercitare il proprio diritto di difesa, consultando i documenti dell’indagine e presentando osservazioni scritte sui risultati preliminari della Commissione.

Parallelamente sarà coinvolto il Comitato europeo per i servizi digitali. Se le conclusioni saranno confermate, Bruxelles potrà adottare una decisione di non conformità e imporre una sanzione fino al 6% del fatturato annuo globale complessivo della società.

L’indagine prosegue inoltre su altri aspetti del funzionamento delle piattaforme, tra cui i sistemi di verifica dell’età per gli utenti sotto i 13 anni e il cosiddetto effetto «rabbit hole», cioè la progressiva esposizione degli utenti a contenuti sempre più simili o estremi attraverso gli algoritmi di raccomandazione.(riproduzione riservata)